Guerra in Iran, nuovi rincari per bollette e carburanti
ROMA (ITALPRESS) – Dall’inizio del conflitto in Iran, i mercati delle materie prime hanno mostrato una relativa stabilità, ma l’energia corre. Secondo le analisi della Cgia di Mestre, petrolio e gas hanno registrato gli aumenti più consistenti: il greggio segna un +45%, mentre il gas naturale è salito del 62%. Gli effetti si riflettono già sui carburanti. Il prezzo della benzina è aumentato dell’8,7%, mentre il diesel registra un rialzo più marcato, pari al +18%. Una dinamica che pesa non solo sui costi di trasporto, ma anche sull’intera catena produttiva. Secondo le stime di Nomisma Energia, se le quotazioni resteranno su questi livelli le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio delle bollette di circa 350 euro l’anno. Partendo da questa ipotesi, la Cgia stima che il rincaro complessivo per i bilanci familiari potrebbe arrivare fino a 9 miliardi di euro. I rialzi più consistenti sarebbero a Roma, con una spesa energetica che potrebbe toccare i 705 milioni, seguita da Milano e Napoli. Le province meno colpite dai rincari: Vibo Valentia, Aosta e Isernia. gsl