Categorie: Cronaca Spoleto

GUERRA COMMERCIANTI, E' LA RESA DEI CONTI. I TRADITORI FUORI DA CONFCOMMERCIO. TIRATA IN BALLO ANCHE SANTA RITA

di Carlo Ceraso

Sembra, pare, dicono, che al dicastero dell’Economia fossero già rimasti colpiti dalle lezioni di economia spoletane. Quelle pensate e scritte, con la compiacenza di certa stampa locale, dall’associazione culturale “Il Borgo” che durante le feste natalizie – forse sperando di far colpo anche sulla diocesi – invitava gli spoletini a non far acquisti fuori città.

L’idea era geniale, innovativa, da far impallidire Ostrom e Williamson: io acquisto dal vicino che a sua volta si rivolge al suo vicino, e così via. Straordinario! Da contenere l’inflazione e salvare pure la bilancia dei pagamenti.

Peccato che, arrivata la Santa Pasqua e gabbato pure il Bambinello, l’associazione abbia deciso di comprare le uova di cioccolato per le sue attività promozionali in quel di Norcia.

“Ma guesda è una borgata” esclamava un vù cumprà che nel frattempo aveva deciso di trasferirsi in corso Garibaldi convinto di poter contare sulla solidarietà di qualche esercente.

Quando pochi giorni fa al Ministero dell’Economia hanno saputo che in appena 756 metri lineari – tanti quanti, ad ascoltare il Tom Tom, ne corrono da piazza Garibaldi a piazza del Mercato – si vorrebbero realizzare ben 2 Centri commerciali Naturali son andati in brodo di giuggiole.

“Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima” si chiedevano i dirigenti di Via XX settembre, “ecco la soluzione per rilanciare la competitività del Paese. Basta con le panzane di fare sistema, le frottole di far squadra, al diavolo l’unità, via libera alle differenze. Dividiamoci e moltiplichiamoci”.

Per questo si starebbe pensando ad un progetto pilota dedicato a Spoleto, dove tutto sarà raddoppiato. Perché se dentro il centro commerciale naturale “Il Buyocco” è possibile inserirne un altro (Il Borgo), allora è possibile replicare tutto.

La politica è in fermento: “ci pensate”, commentavano i segretari di partito della vallata umbra “avremo due sindaci, due giunte, due consigli comunali, persino due polizie municipali”. Insomma, più poltrone per tutti.

Tanto poi, come nelle mire dei promotori dei 2 centri commerciali naturali, a pagare progetti e dare finanziamenti è sempre Pantalone.

Fin qui le battute sull’ennesimo teatrino offerto alla Città a seguito delle polemiche sulla volontà di sovrapporre a Il Buyocco targato Confcommercio al costituendo Il Borgo siglato Confesercenti.

A Perugia dicono che se la ridano alla grande nel seguir le historie del contado festivaliero.

Eppure l’assessore Margherita Lezi c’ha provato a metter d’accordo la Confcommercio (697 iscritti) – che con la benedizione di Comune e Regione ha istituito “Il Buyocco” dal 2008 – e i litigiosi ‘borgatari’ (60 iscritti).

Quest'ultimi a seminar zizzania sembrano bravissimi, anche fra loro stessi: dicono che quando gli animi si surriscaldano, basta che uno sollevi la possibilità di chieder le dimissioni dell’altro per far tornare la calma (ne sa qualcosa il presidentissimo Silvio de Angelis).

“Il Comune ha sempre lavorato per l’unità e la salvaguardia degli interessi di tutti” dice a TO® la Lezi “prova ne sia l’ultima manifestazione di Spoleto Tipica che si è snodata lungo tutto il centro storico di Spoleto”. Che altro non è che Il Buyocco.

Di più. Il presidente della Confcommercio, Andrea Tattini, qualche settimana fa, accogliendo le richieste de Il Borgo di avere una maggiore rappresentanza in seno al Cda (dove l’associazione già conta 2 consiglieri di zona), ha messo a disposizione un ulteriore posto nel consiglio direttivo. Nulla da fare: ottenuta la disponibilità, hanno deciso di ritirare la richiesta. Come farebbe un bimbo capriccioso che non sa quel che vuole.

A rintuzzare l’annosa spaccatura fra la parte alta e quella bassa della città sono tre commercianti in particolare. A cominciare da Silvio De Angelis che nei giorni scorsi ha giustificato la necessità di creare un secondo CCN, annunciando alla stampa il fallimento organizzativo de “Il Buyocco” e mettendosi palesemente in contrasto con la Confcommercio di cui è socio da una quarantina di anni. Al suo fianco la fedele Nilde Gambetti, insieme alla quale prima annuncia le cene sotto le stelle e la nascita del CCN (che per la cronaca deve ancora esser istituito) e poi, fatta la frittata, se la prende con i giornalisti “sempre a caccia di facili scoop”.

Talmente coraggiosi da prendersela con l’altro; talmente furbi da essersi inimicati in un colpo solo più della metà dei giornalisti locali.

Di pessimo gusto l’aver tirato in ballo, nell’ultimo comunicato (Tuttoggi.info resta nella black list), persino Santa Rita, “la Santa dell’Impossibile; chissà che riesca anche a chiarire l'equivoco tra commercianti di sopra e di sotto” scrive l’accoppiata De Angelis-Gambetti.

Un riferimento (diciamo pure una cafonata) che ha fatto storcere il naso anche alla segreteria di monsignor Boccardo, come pure quello delle suore e dei parrocci di Cascia.

La Gambetti sa però suscitare anche tenerezza, come quando dichiara ad un quotidiano “da 9 anni eravamo un centro commerciale naturale, solo che ancora non lo sapevamo”. Ecco.

Ma il comunicatore occulto dell’operazione – impegnato a vestire ora i panni del pompiere, ora quelli dell’incendiario, come per la cena sul Monteluco che tanti grattacapi ha creato all’amministrazione municipale – resta Enrico Morbidoni che, forse deluso dalla possibilità di conquistare la presidenza di Confartigianato (in corsa resta saldo Graziano Evangelisti), ha trovato sponda con la Confesercenti Spoleto (una 40na gli iscritti).

Tanto da esser stato nominato ‘delegato’ per Spoleto, dopo che il Comune aveva fatto sapere di non poter trattare con esponenti di una associazione culturale qual’è Il Borgo.

E’ di queste ore la mail di Confesercenti che interviene sulla ‘battaglia dei commercianti’ cercando di recuperare posizioni: “La Confesercenti – scrive Morbidoni – si augura che si possa avviare un confronto leale e costruttivo tra le parti, affinchè si superi questa amara divisione che si è formata, ricordando che finchè si è nella stessa città, nessuno è concorrente di nessuno, anzi progetti magari diversi, ma pur sempre condivisi possono portare ad un sensibile miglioramento del commercio spoletino”. Negli uffici di Madonna di Lugo non dicono di più.

Deve parlare con il presidente”, dice Matteo Cardini, responsabile territoriale Confesercenti (così firma nel comunicato).

“Ma c’abbiamo parlato e dice di non saper nulla del comunicato” ribatte TO®.

Strano, lo ha fatto diramare lui”, replica Cardini.

L’atroce dubbio sorge spontaneo: “scusi, ma di quale presidente parla?”.

Ma di Enrico Morbidoni” ribatte sicuro.

“Ma non era Giampiero Proietti? Ha dato per caso le dimissioni?”

No, no, ma sa, a settembre c’è il congresso e Morbidoni….”.

Come a dire, intanto mi abituo all’idea di chiamarlo “Presidente”.

E la Confcommercio? Dicono i bene informati che Andrea Tattini, dopo l’ultimo sgarbo ricevuto e le critiche sui giornali, sia dir poco adirato. E deciso a chiudere definitivamente la partita. Per stasera ha convocato il consiglio direttivo che, a quanto è dato sapere, potrebbe prendere iniziative clamorose nei confronti di chi ha ‘tradito’. Azioni disciplinari per chi ha criticato la propria associazione di categoria ma forse anche verso quanti, soci di Confcommercio, si sono rivolti a Confesercenti. L’aria di baruffa resta, ma stavolta c’è aria anche di defenestramento.

Con la città costretta ad un nuovo teatrino, una volta tanto non offerto dalla politica. Ma che la politica e le istituzioni cittadine devono risolvere.

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