Nelle ultime ore, proprio sotto Natale, un’immagine generata (palesemente) dall’Intelligenza Artificiale che circola sui social (postata da una pagina che ha oltre 760mila follower tra Fb e Instagram), ritrae una Gubbio “distorta” e “stravolta”, che ha scatenato un’ondata di indignazione tra i cittadini.
Quello che ad un occhio inesperto potrebbe sembrare un suggestivo scorcio natalizio, per chi vive nella “Città dei Ceri” è un vero e proprio “falso”, che colpisce dritto all’orgoglio di una comunità legatissima alle proprie radici.
“Non c’è nulla di Gubbio in questa foto, se non un vago ricordo dei colori” scrive un residente. L’immagine in questione, infatti, contiene errori grossolani che qualunque eugubino definirebbe imperdonabili: dalla disposizione a caso degli elementi architettonici, con il Palazzo dei Consoli “sceso” dalla piazza pensile (dove peraltro non ci sono i mercatini di Natale), fino alla “caricatura” quasi dolorosa dell’Albero di Natale più grande del mondo, che non rende minimamente merito all’originale (le differenze si possono ben notare tra la prima foto – originale – e la seconda).
Il caso di Gubbio – oltre a far insorgere (giustamente) gli eugubini – solleva una questione ben più profonda sull’uso dell’Intelligenza Artificiale, che in questo periodo storico sta veramente sfuggendo di mano in ogni settore dello scibile umano. Se da un lato la tecnologia offre strumenti incredibili – che forse sarà giusto anche usare – dall’altro rischia di creare veri e propri “mostri” che cancellano totalmente – come in questo caso – l’anima e l’autenticità di ogni singolo luogo.
“Non è Gubbio e trovo molto scorretto diffondere queste immagini che sviliscono la sua bellezza” dice una cittadina, mentre un’altra ancora aggiunge: “Questa non è intelligenza artificiale ma deficienza naturale!”. E qui diremmo che aggiungere altro è totalmente superfluo…