Gubbio e il muro di Piazza Grande, perplessità e soluzioni - Tuttoggi

Gubbio e il muro di Piazza Grande, perplessità e soluzioni

Davide Baccarini

Gubbio e il muro di Piazza Grande, perplessità e soluzioni

Imminente l’installazione di reti per scongiurare episodi spiacevoli / Non tutti sono d’accordo
Gio, 08/05/2014 - 15:43

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Gubbio e il muro di Piazza Grande, perplessità e soluzioni

Quale soluzione per il muro di Piazza Grande? La questione, in questi giorni sta facendo parlare tutta Gubbio, dal Comitato cittadino per la tutela dei beni culturali e del paesaggio fino ai cinque candidati sindaco.

Le opzioni proposte in un sondaggio, poi mostrato con delle simulazioni a numerosi cittadini, facevano riferimento a “dissuasori” o “raccoglitori”: i primi sono dei cunei piramidali da porre sul piano sommitale del muro mentre i secondi non sono che delle semplici reti.

Contro la rete – Nessuno degli eugubini contattati, però, si sarebbe espresso a favore di quest’ultima soluzione. Le reti, infatti, oltre a fungere da “antiestetica” copertura sopra i 4 “arconi”, non aspetterebbero altro, come motivato dagli eugubini, “che qualcuno ci cada dentro”. Ciò che è necessario fare, invece, è risolvere il problema alla radice, ovvero impedire a chiunque di salire sul muro, sia per la salvaguardia di vite umane (tristi precedenti lo ricordano) che dello stesso monumento. I cunei, a questo proposito, sarebbero l’ideale.

Gli stessi candidati a sindaco, messi di fronte alle due simulazioni, hanno confermato come ben altre alternative potrebbero essere preferibili, quanto meno impattanti, alla soluzione della rete.

Lo stesso commissario straordinario Maria Luisa D’Alessandro, che aveva presentato lo scorso febbraio il “Progetto messa in sicurezza di Piazza Grande” (che prevede, appunto, l’installazione di una serie di mensole al di sotto del muretto della piazza, con una rete trasparente, sorrette da tiranti) aveva dichiarato: “In questo contesto Gubbio può essere vista come una bellissima madre che, pur di mettere in sicurezza i propri figli, accetta questa piccola ‘ruga’ sul suo volto”.

Un’idea alternativa – Fatto sta che, ormai, il tempo per proporre alternative che possano fermare l’iter procedurale d’appalto per la collocazione della rete è assai limitato. Non mancano comunque le idee, non ultima quella dell’architetto eugubino Raoul Volpotti e dei suoi colleghi architetti Maria Cristina Contestabile Della Staffa, Benedetto Mascaretti e Lorenzo Isabella dello StudioRicrea di Roma. Il progetto di quest’ultimi, che fu presentato nel 2012 all’allora amministrazione Guerrini, è stato riproposto in questi giorni.

Partiamo dal presupposto – dicono gli architetti – che riteniamo il muretto di piazza Grande sicuro per 362 giorni all’anno (tranne per i 3 giorni in cui è da protagonista in Piazza della Signoria la festa dei Ceri grandi, dei mezzani e dei piccoli) e che viceversa è da ritenere altamente pericoloso ogni qualvolta se ne fa un uso improprio come sedersi sopra. Abbiamo sin da subito pensato che qualsiasi intervento dovesse essere il meno possibile visibilmente impattante, per non dire che non dovrebbe essere fatto nessun tipo di intervento”.

Assodato, quindi, che alla stato attuale il muro è sicuro, è altrettanto vero, a detta dello StudioRicrea, “che diventa pericoloso e fuori da ogni norma solo nel momento in cui qualcuno decide di salirci sopra, anche soltanto per sedersi. Partendo da questo assioma, la soluzione è semplice: non va messo in sicurezza il muro, ma l’uso improprio del medesimo, attuando un dissuasore di salita e di seduta”.

Il progetto di Raoul Volpotti prevede la realizzazione di una “soglia attrezzata”, formalmente semplice, ma multifunzionale, con misure tali da rendere quasi impossibile la salita sul muretto. La soglia è sagomata in modo ribassato rispetto al filo del muretto per accogliere delle fioriere con piante prostrate in modo da non interferire o limitare la bellissima vista. Sulla soglia sarebbero posti dei coni in acciaio (i dissuasori), in modo da evitare la seduta, e dei micro panelli fotovoltaici (sempre nello spessore della soglia 2,5/3 cm) in modo da rendere il progetto ecosostenibile e creare un effetto luminoso notturno.

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