Valnerina

Guardia medica in Valnerina, rimangono attive 4 postazioni ma il nodo è il 118

Sta facendo discutere in questi giorni la riorganizzazione del servizio di guardia medica (o meglio la continuità assistenziale) in Valnerina. Tra proteste e informazioni non chiare, diversi comuni rivendicano la presenza di una sede nel proprio territorio. Nonostante il servizio continui ad essere garantito in tutto il territorio.

Fino ad un anno fa, infatti, in Valnerina erano attive le postazioni di guardia medica di Vallo di Nera, Sellano, Cerreto di Spoleto, Norcia, Cascia e Monteleone di Spoleto. A cui, in via sperimentale e per un solo mese (in cui si sono registrati zero accessi) si è aggiunto anche Preci. Un anno fa, data la carenza di medici – per ogni postazione di continuità assistenziale servono 4 dottori – era stata chiusa la sede di Vallo (che aveva competenza anche su Scheggino e Sant’Anatolia di Narco), con la competenza di questi territori passata alla sede di Spoleto.

Rimodulazione guardia medica, rimangono attive 4 sedi

Ora, da luglio, è stata attivata una nuova rimodulazione. Che sposta il territorio di Sellano nella competenza della Aft di Foligno (e dunque la popolazione viene seguita dalla continuità assistenziale della montagna folignate), mantenendo però aperte le sedi di Cerreto e Monteleone, seppur con orari ridotti, oltre a Norcia e Cascia, al contrario di quanto lamentato da alcuni politici di recente. Il territorio della Valnerina, ovviamente, rimane completamente coperto dai medici (8 in tutto quelli di continuità assistenziale titolari attualmente presenti, anche se 1 attualmente in malattia), pronti a visitare i pazienti in caso di necessità, nonostante si tratti di un’area vasta e per lo più impervia.

Situazione reversibile in caso di novità positive

La rimodulazione del servizio, comunque, non è arrivata all’improvviso e calata dall’alto. Ma anzi è stata frutto di un tavolo tecnico di lavoro. A farne parte, la direttrice del distretto socio-sanitario della Valnerina, Simona Marchesi, l’attuale referente della continuità assistenziale della Valnerina, Laura Piccioni, e le sindacaliste Simonetta Centurione per la Fimmg (federazione italiana dei medici di medicina generale) e Viola Festuccia per lo Snami (sindacato nazionale autonomo dei medici italiani).

Il servizio è stato riorganizzato in modo che tutti i comuni abbiano copertura, anche se con meno risorse mediche e mille difficoltà” spiega Viola Festuccia. Che sottolinea come nell’accordo è previsto che “la situazione è totalmente reversibile nel momento in cui si venisse a verificare l’adeguatezza del numero dei medici”.

Cosa fa la guardia medica e cosa prevede l’accordo nazionale

Va comunque detto che, basandosi sulla normativa ed in particolare l’accordo nazionale di settore, in Valnerina, stante il numero della popolazione, dovrebbero essere previsti meno dottori di guardia medica di quelli che servono per una postazione (4). Ma viste le peculiarità del territorio, montano ed esteso, la situazione reale è invece appunto di più di una sede di continuità assistenziale.

Oltre a questo, va ricordato anche il compiuto delle guardie mediche. Che non sono figure assimilabili al 118 e dunque all’emergenza-urgenza ma a quelle dei medici di base. Come è noto, la guardia medica è operativa di notte e nei giorni festivi quando il “dottore di famiglia” non c’è. Il medico di continuità assistenziale, dunque, è operativo tutti i giorni dalle ore 20 alle 8 del mattino e dalle ore 10 del giorno prefestivo alle ore 8 del giorno successivo al festivo. La guardia medica, in sostanza, riceve le chiamate di richiesta di visita e poi le programma nel corso della giornata, senza alcuna urgenza, come farebbe il medico di medicina generale. Per quanto riguarda le emergenze, infatti, va chiesto l’intervento del 118.

Il problema del 118

Ed è qui il vero problema della Valnerina: la carenza di medici del 118 che si ripercuote ciclicamente provocando postazioni aperte h12 invece che h24 ad esempio. In un territorio dove il terremoto ha distrutto le strutture sanitarie esistenti, dove le strade sono oggetto di lavori e l’area è vasta e montana. Ad esempio il punto di primo soccorso di Cascia viene coperto grazie a 2 dei medici di continuità assistenziale attivi in Valnerina.

La situazione dei dottori di guardia medica

Dunque, attualmente la situazione è che degli 8 medici titolari del servizio di continuità assistenziale in Valnerina, 1 è in malattia e 2 garantiscono anche il funzionamento primo soccorso di Cascia. Ed i problemi sono destinati ad aumentare: entro agosto 2 guardie mediche lasceranno il loro incarico. E c’è poi da garantire le ferie (per non parlare delle malattie), mentre – da quanto confermano i sindacati – per ora non è previsto l’arrivo di altri dottori a coprire il servizio. Anche perché si fa difficoltà – come in altri ambiti sanitari – a trovare medici.

Non si tratterebbe di una questione economica – visto che il compenso è più che dignitoso, assicurano le stesse guardie mediche – quanto di “sacrifici”. Sacrifici che i dottori attualmente operativi fanno con grande senso di responsabilità, garantendo servizi che in passato erano garantiti da oltre il triplo del personale, facendo spesso turni continui senza riposare.