Categorie: Città di Castello Cronaca

Gualdo Tadino: chiuso il mattatoio comunale / La rabbia del Pd contro l'amministrazione Morroni

Il mattatoio comunale di Gualdo Tadino è stato chiuso e posto sotto sequestro. A diffondere la notizia è il Pd della sezione locale, con una nota attraverso uno status su Facebook. Il Pd torna a menzionare quanto accaduto nel febbraio scorso, quando la Forestale mise i sigilli al mattatoio per un'irregolarità nelle acque reflue, e mette l'accento sul fatto che a lavorare nella struttura ci sono dieci persone, preoccupandosi per il loro futuro.

La nota del Pd locale – “L'inadeguatezza e palese incapacità dell'amministrazione Morroni ha mietuto un'altra vittima. Questa volta tocca al Mattatoio comunale, una struttura dove lavorano oltre dieci persone e che rappresenta un anello fondamentale dell'economia legata alla zootecnia, spesso familiare, del luogo; a questo si aggiungono processi di produzione di qualità certificata che ormai da anni trovano in questa struttura un anello indispensabile. Il mattatoio di Gualdo Tadino è una struttura pubblica, seppur a gestione privata, che nel 2006 ha goduta di una profonda riqualificazione e che per nessun motivo deve sospendere la propria attività. Il mattatoio il 07/08/2013 è stato posto sotto sequestro dall’Autorità Giudiziaria per problemi concernenti lo scarico in pubblica fognatura delle acque reflue prodotte dall’attività. Tutto iniziò nello scorso gennaio con un controllo dell'attività da parte del Corpo Forestale dello Stato; nonostante questo l’attività proseguiva grazie al gestore dell'impianto che provvedeva a recuperare e smaltire i reflui tramite ditta autorizzata, certificando il tutto; nel frattempo otteneva la nuova autorizzazione allo scarico, nei limiti di emissione previsti dalla Legge. Successive analisi disposte dal P.M. per mezzo del Corpo Forestale dello Stato, ed eseguite dall’Arpa, accertavano il superamento dei valori limite, con il rilievo anche di sostanze “pericolose” quali fenoli, rame e zinco; a seguito di questo scaturiva una diffida da parte dell’ATI2 a regolarizzare l’impianto. Ulteriori analisi, fatte in regime di autocontrollo da parte del Gestore, rilevavano gli stessi problemi che portavano al nuovo impedimento allo scarico in pubblica fognatura. Il Gestore continuava comunque l’attività recuperando e smaltendo, sempre a proprie spese, i reflui tramite ditta autorizzata. Successivamente il Giudice emetteva il decreto di sequestro non solo dello scarico, ma dell’intero stabilimento onde evitare probabilmente il perpetuarsi dell’illecito. E' chiaro a tutti che il necessario adeguamento dell'impianto non può essere procrastinato, stante anche la più volte ripetuta disponibiltà dimostrata dal gestore di eseguirlo in prima persona. Il sovrapporsi, il prossimo 01 settembre, del sequestro con la partenza della nuova convenzione non può essere un ostacolo ma, anzi, è il necessario momento di rilancio per una struttura necessari all'economia locale e all'azienda che, ribadiamo, occupa oltre dieci persone. Messe da parte le sgradevoli ed inopportune polemiche dell'assessore competente con il Corpo Forestale dello Stato è necessario che l'amministrazione comunale faccia la sua parte evitando l'ennesimo disastro di questa sciagurata legislatura”.

Articolo correlato: GUALDO TADINO, A SEQUESTRO L'IMPIANTO DELLE ACQUE REFLUE DEL MATTATOIO COMUNALE – FOTO

(Ale. Chi.)

Riproduzione riservata