Spoleto

Grande partecipazione a Spoleto per la presentazione del libro “Dialoghi impossibili tra giovani e adulti”

C’è stata una partecipazione oltre ogni aspettativa a Spoleto venerdì 30 gennaio nel Salone d’onore della Bonificazione Umbra in Palazzo Leti Sansi alla presentazione del libro della psicoterapeuta Francesca Pierotti dal titolo “Dialoghi impossibili tra giovani e adulti” (Il Pensiero scientifico Editore, 2024). Con l’autrice hanno dialogato Simonetta Marucci, medico e presidente dell’Associazione Amici di Spoleto ETS, e Mario Lucidi, già docente e dirigente scolastico. Intervengono, il sindaco della Città di Spoleto. A portare i saluti istituzionali del Comune di Spoleto è stata l’assessora alla formazione, Luigina Renzi.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Amici di Spoleto ETS, che era aperta a tutta la cittadinanza, ai giovani, alle famiglie, ai docenti e ai dirigenti scolastici del territorio, si è dimostrata un’occasione importante per un confronto sui temi della genitorialità e del rapporto giovani e adulti profondamente cambiati all’interno di un ambiente in cui sempre più imponenti sono i rapporti mediati dalle nuove tecnologie.

Stimolata dalle domande del pubblico, tra cui moltissimi studenti e allievi del Corso di giornalismo “Walter Tobagi”, l’’autrice ha spiegato quanto sia difficile il percorso di strutturazione identitaria dei giovani adolescenti che si trovano a crescere in un contesto familiare e culturale in cui ad essere cambiato è anche il modo di educare.

“Credo che l’elemento centrale sia la testimonianza – ha detto Francesca Pierotti, rivolgendosi ai giovani che la sollecitavano ad intervenire sulle possibili chiavi per avvicinarsi a chi, adolescente, sente di essere in difficoltà -, nel senso che con tutte le persone con cui si ha a che fare, la verità si sente. E quindi c’è bisogno di verità: c’è bisogno di verità nell’esempio, c’è bisogno di verità nel dare dignità alla sofferenza che uno porta. Credo che questo sia l’elemento chiave, perché ogni sofferenza che una persona vive sicuramente la vive in maniera soggettiva. Io posso provare a capirla immaginandomi nei panni di quella persona, ma poi è solo la persona che sa quello che prova. Dunque, dare dignità innanzitutto alla sofferenza, riempirla di senso quando si può e soprattutto dare testimonianza di accoglienza. E’ questo anche che secondo me fa la differenza, che distingue un professionista da un altro. Perché sicuramente c’è una tecnica appresa, imparata, conosciuta, ma poi c’è l’umanità che fa la differenza”.

Francesca Pierotti, dopo la laurea in Scienze della comunicazione nel 2004, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Semiotica e Psicologia della comunicazione simbolica presso l’Università di Siena. Cultrice della materia presso la cattedra di Semiotica dell’Università di Perugia, collabora con l’Associazione Mi fido di te di Palazzo Francisci di Todi in attività di formazione, prevenzione e cura dei disturbi del comportamento alimentare, svolgendo anche gruppi di scrittura con i pazienti.


Luogo: Palazzo Leti Sansi, Via Arco di Druso, 37, SPOLETO, PERUGIA, UMBRIA