La Varlnerina propone una serie di eventi che accompagnaranno il mese ti marzo e tutto il mese di aprile. Kermesse gastronomiche, celebrazioni e processioni pasquali e, infine, feste tradizionali come quella del “piantamaggio”. I comuni della Valnerina si impegnano ad offrire continui eventi e celebrazioni che come sempre coinvolgono gli abitanti del territorio ma anche in grado di attrarre ed interessare turisti provienti da ogni dove. Il primo evento sarà “Diamante Nero”, kermesse gastronomica, giunta quest'anno alla sua Quarta edizione. Si svolge a Scheggino, paese che risale al sec. XIII, la manifestazione celebra il più famoso dei prodotti della Valnerina: il tartufo nero. Gli ingredienti della Mostra Mercato saranno gli stand con i prodotti tipici della Valnerina, la realizzazione di una gigantesca frittata al tartufo e la speranza di entrare nel guinness dei primati, non mancheranno inoltre giochi ed intrattenimenti musicali.
Saranno poi le solenni Celebrazioni Benedettine a Norcia che si svolgono in due diversi periodi dell'anno: il 21 marzo, giorno in cui tutte le Comunità Benedettine commemorano la morte del loro fondatore, e l'11 luglio, giorno della festività di San Benedetto secondo la Chiesa Cattolica Romana da quando Papa Paolo VI proclamò il Santo di Norcia Patrono Principale dell'intera Europa (1964). Una delle iniziative più significative delle Celebrazioni è rappresentata dal viaggio della “Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una” Promossa dall'Amministrazione Comunale, dell'Arcidiocesi Spoleto-Norcia e del Monastero Benedettino di Maria Sedes Sapientiae, la celebrazione è attiva dal 1964, anno della proclamazione di S. Benedetto a Patrono principale d'Europa.
Altro evento sempre molto atteso, in coincidenza delle Celebrazioni Benedettine, è quello della sfilata del Corteo Storico medievale che, traendo le sue origini dagli Antichi Statuti e dalle successive riforme, vede partecipare, con i loro meravigliosi costumi d'epoca, le rappresentanze delle sei guaite (gli attuali rioni della città): Porta Meggiana; Porta Massari; Porta Orientale; Porta Palatina; Porta Valledonna e Porta Narenula. Da segnalare nell'ambito dei festeggiamenti benedettini è inoltre il “cammino di San Benedetto”, un pellegrinaggio a piedi da Spoleto a Norcia, lungo il tracciato dell'ex ferrovia Spoleto – Norcia e attraverso i luoghi in cui visse San Benedetto. Il 10 aprile alle ore 21.30 a Cascia ci sarà la processione del Cristo Morto, che rievocando la passione di Cristo, muove dalla Collegiata di Santa Maria lungo le vie della cittadina, illuminate per l'occasione con lumini e torce. Il grido lamentoso delle donne e degli uomini che all'unisono intonano il Miserere, e lo strisciare impetuoso delle catene che i Penitenzieri, rigorosamente incappucciati, legano ai piedi nudi, per rendere ancora più aderente il loro incedere alla salita sul Golgota, sono gli unici squarci sonori di questa notte carica di misteri. Le stazioni della Via Crucis, dipinte su stendardi si drammatizzano, con la presenza di uomini e donne, che replicano il mistero dell'evento. Il feretro del Cristo Morto, trasportato a spalla, segue i Penitenzieri, gli anonimi espiatori che nascondono il loro corpo ed il loro volto sotto vesti nere, quasi a volersi confondere con le tenebre della notte.
Il 10 aprile, anche Borgo Cerreto e Monteleone di Spoleto compiranno la processione del Cristo Morto. Nella piccola frazione di Borgo Cerreto, sulla sponda sinistra del fiume Nera, la rappresentazione itinerante della Passione di Cristo coinvolge il pubblico in una complicità drammaturgica commovente. È il luogo stesso che aggiunge una forza emotiva a questa antichissima forma di teatro popolare. La Rappresentazione di Borgo Cerreto coinvolge l'intera popolazione, che recitando in costumi d'epoca, racconterà gli ultimi giorni di Gesù sulla base dei testi di Jacopone da Todi. La processione partirà presso il piazzale antistante alla chiesa di San Lorenzo e risalirà lungo le suggestive vie del paese.
Invece, la processione di Monteleone di Spoleto inizierà dalla chiesa di S. Francesco, snodandosi per le vie principali del paese fino ad arrivare in pineta. Personaggi significativi sono le Pie Donne, interpretate da tre ragazze del paese completamente vestite di nero e con il viso coperto in segno di lutto, che seguono la statua del Cristo Morto. La manifestazione è organizzata dalle due confraternite del paese: quella del Santissimo Sacramento (i Bianchi) che ha il compito di portare in processione il S. Sacramento e quella della Buona Morte (i Neri) che porta la croce e le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Mentre, a Norcia la Processione del Cristo Morto sfilerà lungo le mura cittadine. Il corteo con oltre quattrocento partecipanti in costume rappresenta le scene in quadri viventi. La crudezza della rappresentazione cresce man mano che ci si avvicina al momento della crocifissione: da lontano si intravedono le croci sulle quali tre uomini rivivono e fanno rivivere il dramma.
Vallo di Nera festeggierà la domenica pasquale organizzando una colazione pasquale. Sarà la splendida cornice di Piazza di San Giovanni il luogo deputato al consumo della ricca colazione pasquale. Salumi, formaggi, uova sode, frittate, pizze di pasqua dolci e salate, uova di cioccolata, saranno i protagonisti della colazione vallana. Monteleone celebrerà il giorno di pasqua con la tradiozionale processione, che partirà alle ore 12.00 dalla Chiesa di San Francesco. Costruzione monumentale del Castello (10.720 metri cubi tra chiesa e convento). Oratorio benedettino prima, e dei frati dell'Ordine dei Minori Conventuali poi, fu da quest'ultimi ingrandito intorno al 1285. Il nucleo primitivo risalente al XIII sec., aveva una sola navata con il tetto a capriate e tavelle. All'interno sono presenti affreschi (sec. XV e XVI), tele (sec. XVII e XVIII), dipinti (sec. XVII), sculture lignee (sec. XV), crocifissi lignei (sec. XIV e XV), il coro in noce con 15 stalli (sec. XV) e l'organo (sec. XV). Nel presbiterio della parte inferiore, dedicata a S. Antonio Abate ed a S. Antonio di Padova, sono ancora oggi ben conservati affreschi del XV sec. Nella navata, ora adibita a teatrino, si aprono due arcosolii in pietra con preziosi dipinti della seconda metà del sec. XIII. La processione dopo aver percorso le vie della città farà ritorno al luogo di partenza. È prevista per la fine del mese di aprile la tradizionale festa del piantamaggio che si svolgerà sia a Norcia in Loc. Capolaterra, sia a Preci e in vari paesi limitrofi.
La sera del 30 Aprile, alcuni volontari in collaborazione con la Pro-Loco di Norcia pianteranno un albero, a sostituzione del “maggio” vecchio. Generalmente il “maggio” è un pioppo scelto fra tanti per la sua imponenza e lunghezza. Tradizione vuole che, una volta spogliato della corteccia simbolo di purezza e fertilità, viene poi aggiunto un ramo rigoglioso simbolo dello sbocciare dell'amore, infine sulla sommità del “maggio” viene innalzata la bandiera italiana simbolo patriottico. Durante la festa, chiunque voglia partecipare, potrà tentare la scalata dell'albero nel tentativo di recuperare il maggior numero di salumi e formaggi, appositamente appesi. L'albero verrà piantato in piazza Palatina in località Capolaterra. La festa risale a tempi remotissimi, la festa fu sicuramente pagana, per celebrare i riti di maggio, della fertilità e della rinascita della terra.Gli abitanti di Preci e dei paesi limitrofi, invece, si recheranno nel pomeriggio del 30 aprile, lungo gli argini del fiume alla ricerca di un albero di pioppo da tagliare. L'albero verrà privato della corteccia, ed adornato di una fronda e della bandiera nazionale, in seguito all'addobbo il maggio viene piantato nella piazza principale. Il rito propiziatorio è espletato per favorire la crescita dei frutti e del foraggio, ma in passato questa festa forniva anche l'occasione per formare nuove coppie di fidanzati. Dopo aver piantato il maggio tutti coloro che hanno partecipato daranno inizio al rinfresco. La serata, tradizionalmente, viene vissuta come un momento di allegria e unione.