Il Glaukopis In Festival a Palazzo Trinci di Foligno è al suo secondo giorno. Da giovedì 23 a domenica 26 ottobre si terranno convegni, seminari e incontri che spaziano dalla cultura alla storia, dalla geopolitica alla politica, dall’archeologia all’economia. Un modo di divulgare la storia, l’economia e la politica in modo pop, attraverso più medium: romanzi, fotografie, arte e cinema. E con un canale YouTube dedicato che manderà in onda tutti gli appuntamenti registrati.
In apertura, giovedì 23 si è tenuto l’incontro “Foligno, liberazione e costruzione” in cui si è parlato del secondo dopoguerra nella città, per poi passare a eventi come “Foligno nella storia” che ha raccontato la storia della città dalle origini romane alle giostre equestri, o “Fare storia attraverso i film” che come ricorda Francesco Balucani, presidente dell’associazione Glaukopis “ha visto la presenza di molti giovani under 30 e 20. Un segno positivo“. Nel pomeriggio di sabato 25 ottobre, sempre a palazzo Trinci si è parlato degli scavi archeologici di Pietrarossa, a Trevi. Scavi di notevole importanza per il patrimonio culturale della regione.
La professoressa Donatella Scortecci dell’Università di Perugia e il Dott. Alessio Pascolini hanno presentato i risultati degli scavi archeologici di Pietrarossa, località del Comune di Trevi, a nord-ovest del capoluogo tra la “Flaminia” e il Clitunno, dagli inizi fino ad oggi. Il sito dell’antica “Trebiae”, non visitabile da tutti, ha dato origine poi alla moderna Trevi. Il team di ricerca ha iniziato i lavori nel 2015 e tutt’ora continuano, ne è uscito un volume con i dati storici dell’antico sito.
Si tratta di uno scavo didattico in cui hanno lavorato e lavorano tuttora studenti dell’ateneo di Perugia e non solo. Pietrarossa infatti ha una proiezione nazionale e internazionale: dal 2011 si trova all’interno della cosiddetta buffer zone dell’Unesco. Qui il paesaggio naturale e quello antropico si fondono e la fascia olivata che passa anche per Trevi è stata inserita nel programma GIAHS della FAO, riconoscendo il suo valore come patrimonio agricolo mondiale. Il percorso include anche i comuni di Assisi, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno e Spoleto.
Il sito di Pietrarossa è stato interessato da diversi interventi in passato che ne hanno evidenziato il suo potenziale archeologico per tutta la Valle Umbra. Come lo scavo delle necropoli altomedievali. Nel 2015 è stata fatta una scoperta molto importante: una Domus con dei vani mosaicati e ancora intatti risalente tra la metà del II secolo e l’inizio del III secolo c.C. E’ stato riscoperto con i dovuti terrazzamenti un tratto murario che divideva due vani, un vestibolo, tabernae, un grande atrio dotato di una pavimentazione musiva e piccoli cubicula pavimentati in perfette condizioni. Questo ha dato il via alla prosecuzione delle indagini estese in più direzioni fino a restituire una planimetria completa. Nel 2017 vano dopo vano il cantiere è cresciuto notevolmente e ha aperto a nuove collaborazioni con il CNR e Roma Tre.
La Domus è orientata a ovest-est con l’ingresso sulla Flaminia e presenta strutture con pavimenti perfettamente conservati ma con un tema marino. Il “tappeto musivo” non ha confronti con altri ritrovamenti ma le scene riguardano il mare, un’anomalia per la collocazione geografica della domus. I ricercatori attraverso determinati indicatori sono riusciti a giungere alla conclusione che la committenza della domus fosse alta. Il sogetto marino invece di solito veniva usato per le terme ma gli archeologi non hanno trovato nulla che potesse avere un collegamento con questo. E’ emersa anche un’abside con dentro un putto. “L’ipotesi è che lo spazio sia divenuto nel tempo un contenitore per un nuovo tipo di abitazione nella fase “longobarda” e parcellizzato con tramezzi e linee” ha aggiunto la Dott.ssa Donatella Scortecci. “C’è ancora molto da fare” hanno ribadito i docenti.
Per queste scoperte e per le altre iniziative culturali del territorio presentate durante il festival, gli organizzatori hanno previsto una sorta di crowdfunding a discrezione di chi vuole contribuire..
“E’ il primo anno del Festival, ma speriamo che possa inserirsi bene all’interno delle numerose iniziative di Foligno come la festa di scienze e filosofia, le giornate dantesche e la notte barocca che riempiono il palinsesto degli eventi” racconta Francesco Balucani, presidente dell’associazione Glaukopis e ideatore del festival. “La storia è divertente da sentire quando trovi qualcuno che te la narra nel modo giusto“.