Un teatro gremito, una platea attenta, una diretta mondiale seguita da centinaia di persone: “Giza. La Punta dell’Iceberg”, l’evento ospitato domenica 27 luglio al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, ha registrato un successo oltre ogni aspettativa. Oltre mille partecipanti, tra pubblico in sala e spettatori collegati da remoto, hanno seguito con grande interesse una maratona di contenuti durata oltre quattro ore.
Protagonisti della giornata Corrado Malanga, Armando Mei e Filippo Biondi, che hanno illustrato al pubblico gli ultimi sviluppi del loro Progetto Khafre, focalizzato sull’analisi radar SAR nella piana di Giza. Attraverso centinaia di immagini, video e una dettagliata ricostruzione 3D del sito archeologico, è stato possibile visualizzare modelli digitali di strutture ipogee rilevate sotto le piramidi, inclusi potenziali pozzi e cavità, di cui si stanno ancora valutando caratteristiche e significato.

I tre ricercatori hanno a turno svelato scoperte sorprendenti, frutto di un lavoro meticoloso e di tecnologie all’avanguardia. Utilizzando la tecnologia satellitare SAR (Synthetic Aperture Radar) e il Protocollo Biondi, sono state identificate due grandi camere sotto la Sfinge, collegate da un profondo pozzo. Centinaia le tomografie che confermano in modo coerente queste massicce strutture sotterranee, fornendo un’evidenza tangibile che potrebbe riscrivere la nostra comprensione dell’antico Egitto. Tra le varie ipotesi dell’utilizzo di questi enormi spazi, c’è anche quella di una “Hall of Records”, una leggendaria biblioteca che custodisce lo scibile umano di tempo immemore. Per secoli, queste voci sono circolate, alimentando mistero e curiosità e per le quali ora il Khafre Research Project Team ha presentato prove rivoluzionarie che suggeriscono che queste leggende siano molto più che un semplice mito.
La conferenza, organizzata dall’associazione culturale Visioni d’Autore all’interno del progetto SpoletOlistica, ha saputo coniugare aspetti tecnici, accessibilità e impatto visivo, rendendo comprensibili a un pubblico ampio dati complessi e scenari in continua evoluzione accendendo i riflettori su questa eccitante nuova frontiera della ricerca archeologica.
L’apertura dei lavori è stata affidata a Nicole Ciccolo, responsabile della comunicazione del progetto. Il coordinamento dell’intera giornata è stato curato da Francesco Liberati, presidente dell’associazione Visioni d’Autore, mentre Elisabetta Severini – art director e ideatrice di SpoletOlistica – ha presentato dal palco il contenitore culturale in cui l’incontro si è inserito.

La conferenza è stata trasmessa in diretta streaming in tutto il mondo, con traduzione simultanea in lingua inglese, a conferma del respiro internazionale dell’iniziativa.
Al termine dell’incontro, i tre relatori si sono trattenuti con il pubblico per rispondere a domande e firmare copie delle loro pubblicazioni edite da Spazio Interiore, trasformando la chiusura dell’evento in un momento partecipato e di confronto.
