Il pilastro della giustizia nell’era digitale: l’avvocato secondo Marcello Pecorari - Tuttoggi.info

Il pilastro della giustizia nell’era digitale: l’avvocato secondo Marcello Pecorari

Laura Caldara

Il pilastro della giustizia nell’era digitale: l’avvocato secondo Marcello Pecorari

Lun, 29/09/2025 - 10:26

Condividi su:


Guardando al futuro, ci sono la specializzazione in settori di nicchia, sempre più richiesti per la complessa normativa e il ricorso alle ADR

“La professione forense è un percorso impegnativo, che richiede aggiornamento continuo, passione e soprattutto un rapporto umano che nessuna tecnologia potrà mai sostituire”. È con queste parole che Marcello Pecorari, avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Perugia, di lunga esperienza, apre la sua intervista, offrendoci un quadro sincero e profondo della professione legale di oggi. Una realtà fatta di sfide storiche, nuove opportunità, in particolare quelle legate, negli ultimi anni, all’intelligenza artificiale e un continuo equilibrio tra tradizione e innovazione

Negli ultimi anni, l’avvocatura italiana ha attraversato cambiamenti profondi, ben visibili anche nelle statistiche. Il Rapporto sull’Avvocatura, redatto da Cassa Forense insieme a Censis, evidenzia un calo degli iscritti: nel 2023, infatti, si sono registrati migliaia di avvocati in meno rispetto al 2022, con una flessione pari all’1,5–1,6%. Un fenomeno che va di pari passo con l’aumento dell’età media e con la crescita del numero di pensioni, fattori che sollevano dubbi sulla sostenibilità previdenziale e sulla capacità della professione di rinnovarsi.

Marcello non nasconde le sue preoccupazioni: “Molti colleghi scelgono strade più stabili, come il pubblico impiego, l’insegnamento o addirittura il pensionamento anticipato. Unico modo, oggi giorno per potersi creare un futuro. Questo contribuisce a ridurre ulteriormente il numero di iscritti. Il Rapporto segnala anche un peggioramento del rapporto tra professionisti attivi e pensionati, un campanello d’allarme che pesa sull’equilibrio economico della Cassa Forense.”

Le sfide del settore

Uno dei punti più interessanti dell’intervista riguarda lo stress lavorativo e il rischio di burnout. Il carico di lavoro, la pressione dei tempi e la necessità di aggiornarsi su leggi sempre più complesse e settoriali rendono la professione estremamente esigente. “La figura dell’avvocato generalista è sempre più sotto pressione, soprattutto nelle grandi città, mentre la specializzazione appare ormai l’unica strada per garantirsi stabilità e successo nel lungo periodo” sottolinea Marcello.

Osservando la professione dal punto di vista economico, nonostante l’apparente redditività, non mancano le incognite. Costi di avvio, concorrenza e parametri tariffari spingono verso la trasparenza e verso una gestione oculata delle spese. Anche se la normativa prevede minimi e fasce, il mercato e la contrattazione hanno un peso decisivo nella definizione dei compensi. Marcello riassume questa realtà con un proverbio efficace: “se pensi che un bravo avvocato sia caro, non immagini quanto ti costerà uno incompetente”.

L’impatto del digitale sulla professione

Alla domanda: quanto l’impatto del digitale e del processo telematico incide sulla professione Marcello risponde con acuta analisi. “La giustizia ha vissuto una rivoluzione digitale con il Processo Civile Telematico (PCT) e con le riforme successive, orientate a centralizzare i depositi e a digitalizzare gli atti. Oggi gran parte del lavoro si svolge tramite piattaforme, PEC e portali giudiziari, costringendo gli studi a investire in nuove competenze informatiche e in un’organizzazione diversa. Da un lato, questo ha reso le procedure più snelle ed efficienti; dall’altro, ha messo alla prova chi fatica ad adattarsi”. Una constatazione alla quale Marcello aggiunge un’attenta riflessione.

“I giovani, sicuramente in un mondo sempre più digitale, si muovono con maggiore facilità, mentre i colleghi con più anni di carriera alle spalle si trovano spesso a dover reinventare il proprio approccio. Se dovessi ricominciare oggi, dovrei imparare tutto da capo, perché la pratica è completamente cambiata rispetto a qualche decennio fa” conclude Marcello.

Spunti e riflessioni che hanno reso inevitabile una domanda: ‘l’intelligenza artificiale, pertanto, nel mondo legale è una minaccia o un alleato? Marcello sull’argomento non ha dubbi: “L’IA è uno strumento prezioso perché velocizza le ricerche, riduce i tempi e suggerisce possibili soluzioni, ma non potrà mai sostituire il rapporto umano con il cliente”. La sua prudenza non è casuale: negli ultimi mesi sono emersi casi di “allucinazioni” dell’IA, con citazioni di sentenze mai esistite che hanno creato allarme nei tribunali italiani. Questi episodi, raccontati anche dalla stampa nazionale, dimostrano i rischi deontologici e processuali legati a un uso poco controllato.

Un’altra preoccupazione riguarda i clienti, che potrebbero arrivare già “istruiti” dall’IA con soluzioni preconfezionate. “In questo scenario, l’avvocato dovrà avere le competenze per valutarle criticamente, correggere gli errori ed eventualmente integrarle nella propria strategia difensiva”chiarisce Marcello.

Alla luce di quanto emerso, conseguenziale è stata la domanda su come sfruttare, in questo attuale scenario, i benefici dell’IA per integrare la nuova digitalizzazione a un mondo che da sempre ha origini storiche. Marcello sul punto è chiaro: “Pur con i suoi limiti, l’IA offre vantaggi concreti se usata come supporto. Rende più rapide le ricerche giurisprudenziali e normative; automatizza attività ripetitive come bozze, controlli e gestione dei fascicoli; aiuta a creare modelli e check-list che aumentano l’efficienza; può supportare l’analisi dei rischi e l’individuazione di precedenti importanti”.

Per trasformare questi punti di forza in valore, Marcello non ha dubbi. “È necessaria formazione continua, investimenti in strumenti affidabili e collaborazione con figure tecniche come CTU informatici e data analyst. I giovani, più abituati al digitale, possono essere i protagonisti di questa transizione, ma serve anche un ponte generazionale per unire innovazione e prudenzaIi”.

Le sfide del futuro

Guardando al futuro, tra le strade più promettenti ci sono la specializzazione in settori di nicchia, sempre più richiesti per via della complessità normativa e il ricorso alle ADR (Alternative Dispute Resolution). Dati recenti confermano un maggiore utilizzo di mediazione e negoziazione assistita. “Si tratta di strumenti che riducono tempi e costi, e che alleggeriscono il carico della giustizia ordinaria” spiega. Per Marcello, chi saprà unire competenze tecniche, capacità di mediazione e padronanza digitale avrà un vantaggio competitivo decisivo.

Ma come cogliere queste opportunità? Marcello, a questa domanda, propone alcune linee guida concrete per trasformare le transizioni in atto in opportunità di crescita.

“Sarà necessaria una formazione obbligatoria mirata, non solo sul diritto ma anche sulla tecnologia e sulla deontologia legata all’IA; mentorship e lavoro intergenerazionale, per unire l’esperienza dei senior con la freschezza digitale dei giovani; specializzazione strategica in settori emergenti come privacy, compliance e diritto dell’innovazione; trasparenza verso i clienti, con preventivi chiari, spiegazioni sull’uso delle tecnologie e responsabilità definite”prosegue.

Marcello chiude l’intervista con un messaggio realistico ma carico di fiducia: “L’avvocato rimane un pilastro fondamentale della società. L’IA può essere un aiuto potente, ma non sostituirà mai la fiducia, l’empatia e la responsabilità che solo una persona può offrire. Perché ciò resti vero, la professione deve saper coniugare competenza giuridica, aggiornamento tecnologico e rigore deontologico. Deve attrarre giovani preparati, dare loro spazi di crescita e allo stesso tempo valorizzare l’esperienza dei professionisti senior. Solo così l’avvocatura continuerà a essere presidio di giustizia e servizio essenziale per la collettività” conclude soddisfatto. E non poteva mancare una delle sue più profonde morali per racchiudere il senso di una professione che rappresenta per Marcello Pecorari passione e identità.

“Investire nella conoscenza e saper usare gli strumenti senza mai rinunciare al giudizio umano: è questa la strada perché l’avvocato resti indispensabile, oggi e domani”.

Articoli correlati


Condividi su:


ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

    L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


      trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

      "Innovare
      è inventare il domani
      con quello che abbiamo oggi"

      Grazie per il tuo interesse.
      A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!