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Giunta Marini, ecco i Magnifici 5 assessori, 2 esterni / Aspettando esito ricorsi

Carlo Ceraso e Sara Cipriani

Per la nuova Giunta regionale, la Marini bis che dovrà traghettare l’Umbria verso il secondo decennio del nuovo millennio, ormai sembra solo questione di ore. Già per la fine della settimana, al massimo  l’inizio della prossima, la rieletta governatrice potrebbe ufficializzare la nuova squadra. Di inchiostro ne è stato usato finora tanto, anche troppo, con i media ad azzardare le ipotesi più stravaganti, a volte quasi a sembrar di voler mettere più zizzania nel centrosinistra, altre per cercare magari il titolo ad effetto che garantisse qualche copia in più.

Nonostante la brevissima pausa di riflessione e di riposo, trascorso a suo dire leggendo qualche libro e divertendosi a seguire la fantacronache dell’ultima settimana, la Marini sembra avere le idee già chiare sui nominativi da portare all’approvazione del prossimo Consiglio regionale. Molti dei quali sembrano venire da patti siglati già da tempo. Ovviamente manca l’ufficialità della notizia e le eventuali, inevitabili reazioni. Ma il più sembra fatto come confermano da piazza Repubblica alcuni esponenti del piddì e i colleghi del quartier generale socialista.

La Giunta – a quanto appreso da Tuttoggi.info la governatrice si avvarrà di 2 donne e  3 uomini. 2 gli esterni, 3 gli assessori scelti tra gli eletti consiglieri. Tra questi ultimi ci sono il folignate Luca Barberini, pressoché certo alla sanità, la tifernate Fernanda Cecchini e il ternano Fabio Paparelli. 3 nomi che, insieme a quello della tuderte Marini, garantirebbero a grandi linee anche i vari comprensori umbri, lasciando in qualche modo scoperte le aree del trasimeno, dell’orvietano e dello spoletino che pure hanno garantito eccellenti risultati al piddì. Anche se nella città del festival, che non aveva candidati nelle fila dei democratici, il centro destra ha staccato di quasi 2 punti la coalizione avversaria. Ma d’altra parte la riduzione degli assessorati da 8 a 5 assessorati avrebbe scontentato chiunque. E la rappresentanza di Perugia? Secondo i rumor verrebbe affidata ai due esterni. Il primo è il professore Luca Ferrucci, originario di Pontedera ma dal 2002 di adozione umbra, ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Unipg da sempre vicino al mondo del volontariato (è socio dell’Avis, Aido ed impegnato nell’Associazione per il Malawi). A lui potrebbero andare le deleghe per il bilancio e lo sviluppo economico. Molto ascoltato dalla presidente e dal consigliere Chiacchieroni, Ferrucci insieme alla Cecchini garantirebbe in qualche modo la Marini nei rapporti di forza interni alla giunta.

In squadra, per rispettare la parità di genere, potrebbe arrivare una socialista il cui nome si annuncia come una vera e propria sorpresa: si tratta della giovane perugina Claudia Bastianelli, da neanche un anno alla guida del Psi del capoluogo di regione ma forte dell’esperienza quale segretaria nazionale della Fgs (federazione giovani socialisti). Nome avanzato dal leader del garofano Silvano Rometti, lanciatissimo alla carica di presidente del Consiglio regionale. Lo scacchiere così delineato avrebbe l’avallo anche del sottosegretario agli interni Giampiero Bocci, la cui posizione si è radicalmente rinforzata con il voto del 31 maggio scorso avendo ‘piazzato’ ben 4 consiglieri appartenenti alla propria corrente (Barberini, Porzi, Brega e Smacchi). Resta fuori l’area sinistra del piddì, rappresentata in consiglio da Attilio Solinas cui potrebbe andare la Comissione sanità.

I ricorsi – in queste ore a tenere banco sono però le notizie dei ricorsi avanzati da alcuni esponenti del centrosinistra. Occhi puntati su quello di Carla Casciari, la prima dei non eletti nelle fila del piddì  con 4.596 (dato calcolato prima della proclamazione ufficiale che potrebbe avvenire nella giornata di oggi da parte della Corte d’Appello e che potrebbe riservare qualche piccola ma sostanziale variazione nella ‘classifica’) preferenze, che potrebbe mettere in discussione il seggio vinto dalla lista “Umbria più uguale” da Giuseppe Biancarelli (1.234). Per il momento il movimento guidato da Stefano Vinti resta alla finestra a guardare, certo che il ricorso non produrrà alcun effetto. La Casciari, fedelissima della linea mariniana, può ancora sperare nella possibilità che uno dei nominati possa dimettersi dall’incarico di consigliere. Le possibilità in questo caso sono però ridotte al lumicino, non fosse che, ironia della sorte, il consigliere regionale ha un emolumento superiore a quello di un assessore: scartata l’ipotesi di una rinuncia di Barberini e Paparelli, l’ex assessora al welfare può sperare solo in un gesto di grazia della Cecchini.

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