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GIRO DI VITE SULLA VITA NOTTURNA A PERUGIA. LUNEDI' LA PROTESTA IN PIAZZA MORLACCHI

(Francesco de Augustinis)- Diventeranno effettive domani sera le disposizioni dell'ultima ordinanza comunale che cerca di mettere freno agli “eccessi” della vita notturna nel centro storico di Perugia, mentre i locali del centro storico sono alla resa dei conti con i limiti contro il rumore, che ostacolano eventi, concerti e manifestazioni.

Chiusura dei battenti obbligatoriamente entro le due di notte. Dall'una e trenta niente più vendita di alcolici. Aumento obbligatorio del prezzo dei “cicchetti” e niente alcol agli under 18, con possibilità di chiedere i documenti al momento dell'acquisto. Sono queste le principali novità che entrerano in vigore domani nel centro storico di Perugia, che recepiscono le indicazioni dell'ultima -ennesima- ordinanza anti movida, con cui il sindaco Wladimiro Boccali tenta di dare un freno a quella che sempre più nell'immaginario nazionale viene percepita come “la città degli eccessi”.

Il nuovo regolamento entrerà in vigore nelle piazze del centro storico, presidiate nei punti ritenuti più a “rischio disordini” da alcuni stewart per la sicurezza, e resterà valido fino al 31 maggio, con sanzioni per i locali che non lo rispettano che vano dalle 450 euro alla chiusura.

Ed è proprio per rispondere all'ordine di chiusura per cinque giorni che lunedì il Caffè Morlacchi sarà in piazza a manifestare contro una politica di soppressione delle attività del centro storico. La chiusura forzata allo storico bar di piazza Morlacchi è stata imposta dall'ufficio allo Sviluppo Economico del comune di Perugia per aver ripetutamente violato i limiti al rumore imposti nella zona, come rilevato dall'Arpa, in particolare per la “serata incriminata” del 7 ottobre, quando il locale ha organizzato un “dj contest” -una gara tra dj- senza la necessaria autorizzazione.

Il caso del Caffè Morlacchi è paradigmatico degli effetti di una politica in centro storico in cui, da una parte si tenta di stroncare il divertimento basato su solo droga e alcol, dall'altra si impedisce ogni forma di intrattenimento “sano e alternativo”. Ne è un altro esempio quello raccontato a TO® da Francesco e David, due giovani musicisti residenti a Perugia, che spiegano come riuscire a suonare dal vivo in centro storico sia diventato una vera e propria impresa, a causa dei limiti imposti al rumore.

“Ormai qualsiasi locale del centro richiede di non suonare con gli strumenti elettrici, altrimenti hanno problemi di rumori”, spiega Francesco, facendo riferimento a delle proprie esperienze in due noti locali perugini del centro storico, uno al Pozzo Etrusco, l'altro in via Bartolo.

Stesso problema rilevato anche da Filippo, ricercatore a Perugia, che osserva come i recenti concerti cui ha assistito nei locali in centro siano stati costretti a chiudersi sempre in anticipo proprio per le regole sul rumore.

“Tutto quello che ottengono in questo modo è di uccidere ancora di più il centro storico”, racconta a TO® il dipendente di un bar di piazza Danti, commentando anche i dettami della nuova ordinanza. “Le persone non sanno dove parcheggiare e hanno difficoltà di accesso al centro storico. Poi qui ci sono tutte queste limitazioni. Il risultato è che la gente va altrove, fuori dal centro, e noi dobbiamo affrontare anche questo problema, oltre al calo di clienti per tutto il resto della giornata dovuto alla crisi del turismo”.