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GIOSTRA QUINTANA: IL 21 NOVEMBRE LA FINALE DEL “GAREGGIARE DEI CONVIVI”

Si svolgerà domenica 21 Novembre, alle ore 20, la finale del “Gareggiare dei Convivi”, 35° concorso enogastronomico della Giostra della Quintana di Foligno, incentrato quest’anno sul tema del gallo d’India, vale a dire il tacchino, le cui carni devono costituire l’ingrediente principe del piatto di gara.

I due rioni vincitori della fase di Giugno e della fase di Settembre, rispettivamente Morlupo e Croce Bianca, si affronteranno nella serata decisiva riproponendo i piatti che tanto successo hanno raccolto nei giurati nelle due serate a loro dedicate. L’evento conclusivo si svolgerà con il medesimo meccanismo, con tutti i commensali in abiti barocchi nel Salone d’Onore di Palazzo Candiotti. A giudicare i piatti (gli stessi presentati a Giugno e Settembre, senza alcuna variante, così come disposto dalla Commissione artistica guidata dall’architetto Stefano Trabalza) sarà una giurata d’eccezione e di grande prestigio: la storica e scrittrice June Di Schino, autrice tra l’altro (insieme a Furio Luccichenti) della mirabile opera “Il cuoco segreto dei papi. Bartolomeo Scappi e la Confraternita dei cuochi e dei pasticcieri” (Editore Gangemi, Roma, 2008). Un volume che appassiona il lettore senza nulla togliere all’approfondimento scientifico, che ha vinto il premio “Orio Vergani” per la letteratura gastronomica e la terza edizione del prestigioso “Bancarella della Cucina”.

June Di Schino, studiosa di storia dell’alimentazione, ha realizzato dodici mostre sul tema in Italia e all’estero. Docente all’Università di Bologna e Roma Tre, è autrice di numerosi studi e monografie ed editrice di manoscritti inediti. Dal 1990 rappresenta l’Italia all’International Food Symposium dell’Università di Oxford, che le ha conferito il premio “Sophie Coe” per “Tre Banchetti in onore di Cristina di Svezia” nel 2001. Sempre alla ricerca archivistica delle fonti, si interessa particolarmente alle tematiche legate alla storia del banchetto. Il volume “I Fasti del Banchetto Barocco”, realizzato d’intesa con il Centro Studi per la Cultura e l'Immagine di Roma, ha vinto il premio “Orio Vergani” per la letteratura gastronomica 2006 e il Gourmand International Award (Pechino 2007) per il miglior libro di storia della cucina italiana. Dal 1991 è membro del Centro Studi dell'Accademia Italiana della Cucina.

– Il “Gareggiare dei Convivi” del rione Croce Bianca.

La storia ruotava intorno alla figura di messer Gualtiero Trequattrini (al secolo un bravissimo Daniele Menghini) e della sua famiglia, “costretti” ad offrire un banchetto dopo una scommessa persa relativamente alla prova di messer Bartolomeo Gregori, uscito vincitore della Giostra del 1613. Convincenti e divertenti nelle loro diverse parti, gli “attori” rionali Alessandro Sesti, Giacomo Nappini, Maria Accica, Giulia Battisti, Chiara Arditi, Francesco Ceccarelli, Tamara Vitali ed Emiliano Antonini. L’allestimento è stato curato in tandem dalla Commissione artistica e dalla Commissione addobbi del rione Croce Bianca. Molto apprezzato il menù curato dagli chef rionali Francesco Mariani e Sandro Baldini, ai quali a fine serata i commensali hanno riservato una standing ovation. La spiegazione è stata curata dall’architetto storico del cerimoniale Walter Capezzali.

– Il “Gareggiare dei Convivi” del rione Morlupo.

Tra mitologia e gastronomia, fra l’onirico e il farsesco, sul filo della gastronomia il rione Morlupo per il proprio “Gareggiare” ha coniugato l’opera buffa con l’improbabile registro classico della mitologia greca, riveduta e aggiornata alla luce della scoperte delle Indie occidentali. Ritmo, misura, pur con il coinvolgimento del pubblico, sono state le peculiarità che, nell’intenzione degli autori, hanno donato piacevolezza negli intermezzi del banchetto. La realizzazione del menù è stata affidata agli chef del rione Alberto Alessi e Alessandro Zuccarelli, mentre ad illustrarla è stato Luca Sargenti, accompagnato dalle note del gruppo musicale Lirum Li Tronc, costituito e guidato da Mauro Squillante e Goffredo Degli Esposti con strumenti a corde cinque-seicenteschi. Le coreografie sono state curate da Tiziana Filena e interpretate dal corpo di ballo dell’associazione “Amici della danza” diretta da Maila e Tiziana Filena.