Dante Luchetti, Letterio Braganti e Michele Annese, originari di luoghi diversi, ma riconducibili tutti per residenza e famiglia alla comunità di Città di Castello, sono stati insigniti oggi (27 gennaio) – “Giornata della Memoria” – della Medaglia d’Onore.
E’ stato il Prefetto Armando Gradone a consegnare ai familiari le onorificenze, concesse con decreto del Presidente della Repubblica del 21 giugno 2024 e destinate a ricompensare i “cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra e i familiari dei deceduti”. Con orgoglio figli e nipoti hanno ritirato il prestigioso riconoscimento nella sede della Prefettura di Perugia, affiancati dal sindaco Luca Secondi.

Dante Luchetti (primo nella foto), nato Pietralunga il 19 dicembre 1924 è stato chiamato alle armi il 24 agosto 1943, arruolato nel 2° Reggimento Cavalleria “Piemonte Reale”. Il 9 settembre 1943, durante la ritirata delle truppe italiane, venne catturato dalle truppe tedesche a Merano e deportato in Germania come prigioniero di guerra. Venne inviato al lavoro presso a Rathenau, dove fu impiegato nel montaggio delle ali degli aerei. Il 25 aprile 1945, fu finalmente liberato dalle truppe russe e, a settembre, dopo una lunga e dolorosa prigionia, tornò finalmente a Città di Castello. Scomparso nel 2005, molti lo ricorderanno come messo comunale ma anche colui che a lungo ha provveduto a ricaricare l’orologio di Palazzo del Podestà. Il riconoscimento è stato ritirato dal figlio Giancarlo con la moglie Federica e il nipote Pietro.
Letterio Braganti (al centro), nato Città di Castello il 10 aprile 1913, appartenente al 94° Reggimento Fanteria della Brigata “Messina”, il 9 settembre 1943 fu fatto prigioniero a Dubrovnik, in Croazia. Dopo la cattura, venne internato dalle truppe tedesche nel Campo di concentramento di Mappen, in Germania, dal 12 ottobre 1943. Durantela prigionia fu impiegato nella costruzione di pezzi di ricambio per prodotti bellici e dislocato a Paderborn come lavoratore coatto da una famiglia tedesca di contadini. Nel ’44 fu operato di ernia inguinale a Paderborn e nel ’45 fu operato alla mano sinistra per una cisti sinoviale a Buren. Fu liberato dalle forze alleate e rimpatriato nell’agosto 1945. E’ scomparso a 71 anni il primo gennaio 1984. La nipote Simona Braganti ha ritirato il riconoscimento.
Michele Annese (terzo nella foto), nato a Ceglie (Br) il 21 settembre del 1916, fu chiamato alle armi il 23 maggio 1938. All’indomani dell’entrata in guerra, venne imbarcato a Bari e inviato sul fronte ellenico, di stanza sull’isola di Cefalonia. Il 24 settembre 1943, durante la tragica cattura da parte dell’esercito tedesco, fu condotto in Germania, dove venne internato nel campo di lavoro di Werklager. Dopo mesi di sofferenze e privazioni, il 30 aprile 1945 fu finalmente liberato dalle forze alleate e trattenuto dalle Forze Armate. Fece ritorno in Italia il 28 settembre 1945, segnando la fine di una lunga prigionia. E’ scomparso il 21 Febbraio 1993: il riconoscimento è stato ritirato dalla figlia Eleonora Annese.
“Questi appuntamenti, le storie di queste tre persone – ha affermato il sindaco Luca Secondi – ricordano ed attualizzano una delle pagine più drammatiche della storia recente. Anche se ci troviamo in un mondo diverso, i pericoli della guerra e della violenza sono sempre presenti e compromettono i diritti fondamentali di intere popolazioni e di interi Stati. La medaglia d’oro che il Presidente della Repubblica attraverso il Prefetto ha consegnato ai familiari di Dante, Letterio e Michele, appartiene con orgoglio e riconoscenza alle loro famiglie e alla comunità tifernate. Grazie”.