Gaza, al Jazeera: "Altri tre morti per fame". Famiglie ostaggi ancora in protesta - Tuttoggi.info

Gaza, al Jazeera: “Altri tre morti per fame”. Famiglie ostaggi ancora in protesta

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Gaza, al Jazeera: “Altri tre morti per fame”. Famiglie ostaggi ancora in protesta

Sab, 02/08/2025 - 09:03

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(Adnkronos) – Altre tre persone, tra cui due bambini, sarebbero morte per fame nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza. Lo rende noto l’emittente al Jazeera citando fonti del ministero della Sanità di Gaza che a sua volta viene informato dagli ospedali dell’enclave palestinese. Salgono così a 162 i palestinesi morti a Gaza per fame e malnutrizione. 

”Stanno morendo in ostaggio”. Questo intanto il grido di protesta delle famiglie degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia e che, dopo i video trasmessi dalla Jihad Islamica e da Hamas questa settimana, stanno erigendo un campo con filo spinato a Tel Aviv. L’obiettivo è quello di attirare l’attenzione del governo di Israele e dell’Amministrazione americana sulle condizioni degli ostaggi rimasti nell’enclave palestinese da quando sono stati rapiti il 7 ottobre del 2023. Ieri Hamas ha pubblicato un nuovo video di propaganda dell’ostaggio Evyatar David, un giorno dopo che la Jihad islamica palestinese ha diffuso un video dell’ostaggio Rom Braslavski. 

“Sullo sfondo di immagini terrificanti e di resoconti duri sulle condizioni degli ostaggi, le famiglie degli ostaggi grideranno stamattina nel cuore di Tel Aviv: verrà eretto un recinto di filo spinato in Piazza degli ostaggi, i familiari siederanno imprigionati al suo interno e urleranno il disperato appello dei loro cari che stanno morendo in prigionia”, afferma l’Hostage Family Forum in una nota. 

“Facciamo appello al governo israeliano e all’Amministrazione statunitense: guardate i nostri cari – e noi – negli occhi. Il pericolo per le loro vite è tangibile e immediato. Il rischio di perdere le persone decedute sta crescendo. E’ giunto il momento di un accordo globale e di porre fine alla guerra. Basta ritardi. Basta abbandonarli. Fermate questo incubo e portateli fuori dai tunnel e a casa”, si legge nella nota. 

Il ministero degli Esteri israeliano ha intanto evacuato oggi il personale diplomatico e le loro famiglie dalle sue missioni negli Emirati Arabi Uniti per motivi di sicurezza. Lo ha detto una fonte informata a Haaretz, spiegando che anche alcune personalità della comunità ebraica del Paese sono state evacuate. 

Israele ha due missioni diplomatiche negli Emirati Arabi Uniti: un’ambasciata nella capitale Abu Dhabi e un consolato generale a Dubai. In una nota rilasciata oggi, il ministero degli Esteri non ha negato che il personale sia stato evacuato dal Paese, ma ha sottolineato che “le missioni sono state aperte oggi e riapriranno dopo Tisha B’Av, lunedì prossimo”. 

Dal 9 agosto l’Italia darà intanto il via al lancio di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. “Nell’ambito delle attività, promosse dal governo italiano per contribuire ad alleviare la gravissima crisi umanitaria in corso, ho autorizzato l’attivazione e il dispiegamento di un dispositivo della Difesa per l’effettuazione di aviolanci di aiuti umanitari, destinati alla popolazione civile della Striscia di Gaza”, ha annunciato ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto.  

La missione, denominata ‘Solidarity Path Operation 2’, prevede l’impiego di velivoli da trasporto C-130J dell’Aeronautica Militare, che effettueranno il lancio di speciali contenitori con all’interno generi essenziali. Le operazioni saranno condotte con la collaborazione dell’Esercito Italiano, incaricato della preparazione dei carichi di aiuti. L’intervento sarà realizzato in stretto coordinamento con le Forze Armate del Regno Hascemita di Giordania, e l’avvio operativo è previsto nelle prossime ore, con l’invio di un ‘advance party’, che si occuperà delle attività preparatorie e di coordinamento con le autorità locali. “I nostri primi aviolanci sono programmati e potrebbero avvenire già a partire dal 9 agosto, per consentire al MAECI di completare l’approvvigionamento dei generi alimentari e il loro trasporto in Giordania”, ha spiegato Crosetto. 

 

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