Gamberetto killer al Trasimeno | “Un nuovo alieno in Umbria”

Gamberetto killer al Trasimeno | “Un nuovo alieno in Umbria”

L’indagine e lo studio di Arpa Umbria con l’Università degli Studi di Perugia

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Una nuova presenza alloctona al Lago Trasimeno. E’ il ‘gamberetto killer‘, che ora minaccerebbe il suo simile nativo del lago umbro, il cosiddetto “gammaride autoctono”. Si tratta di un predatore vorace, che arriva a causare spesso l’eliminazione appunto la specie nativa. Una questione sulla quali gli studiosi e i ricercatori si sono interrogati, fino a decidere di portare avanti uno studio focalizzato proprio all’analisi della presenza del ‘gamberetto killer’.

Lo studio è stato portato avanti a luglio da Arpa Umbria con l’Università degli Studi di Perugia, e in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, per rilevare la presenza di nuove specie che hanno colonizzato il lago umbro.

8 le stazioni mappate e monitorate lungo tutto il perimetro del lago Trasimeno: San Feliciano, Monte del Lago, Torricella, Passignano sul Trasimeno, Tuoro, Castiglione del Lago, Sant’Arcangelo, isola Polvese.

>>> Un nuovo alieno in Umbria: il ‘gamberetto killer’ del lago Trasimeno

Dove è presente? Secondo lo studio effettuato, il ‘gamberetto killer’ risulta essere presente in tutta la zona costiera del lago Trasimeno e dell’isola Polvese. I campioni effettuati dagli studiosi hanno infatti rilevato la presenza del gamberetto, in vari habitat, caratterizzati anche dalla presenza di sedimenti di fondo, ciottoli e vegetazione acquatica.

448 gli esemplari campionati, che presentano proprio il colore del gamberetto: uniforme, a bande orizzontali o verticali, o ancora a macchie. Sembra inoltre che il gamberetto sia pronto anche a riprodursi con facilità: “in alcuni siti – si legge nello studio – quali San Feliciano, Castiglione del Lago, isola Polvese, è stato possibile rilevare la presenza di femmine con uova (rispettivamente 11,2% su 152 esemplari, 35,5% su 152 e 20,3% su 74) che rappresentano nel complesso il 19,2% del campione totale. Il numero medio di uova per femmina è pari a 17,1. Tuttavia, nel marsupio di 5 femmine di maggiore taglia (lunghezza del corpo sui 15 mm) sono state osservate una quantità di uova superiore a 50, fino a un massimo di 74″.

Ma come è arrivato in Umbria? Dagli studi è emerso che i vettori principali sono: “la mobilità attiva attraverso nuovi canali aperti ad opera dell’uomo per la connessione di fiumi e laghi europei; il trasporto passivo nelle acque di zavorra delle navi; l’attività di acquacoltura (come contaminante)”. Anche le attività acquatiche e sportive avrebbe un loro ruolo importante. E’ anche per questo che i ricercatori nel loro studio concludono: “è indispensabile che ci sia la consapevolezza da parte dei cittadini e dell’intera società della problematica affinché adottino comportamenti più responsabili e aiutino gli enti pubblici a identificare nuove specie aliene invasive e a intervenire quando necessario”.

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