Venerdì 17 aprile, a partire dalle ore 8,40, piazza Matteotti a Città di Castello ospiterà “Forma Urbis: la città che siamo”, una mattinata dedicata alla scoperta del patrimonio urbano attraverso una grande “Caccia ai Tesori della città”. All’iniziativa parteciperanno circa 150 studenti del primo circolo San Filippo (classi IV dei plessi di San Filippo, San Pio, Rignaldello, San Secondo e Promano) e del secondo circolo Pieve delle Rose (classe V di Riosecco e classe IV di Pieve delle Rose). I ragazzi saranno chiamati a individuare nel centro storico le emergenze architettoniche raffigurate nella tela settecentesca San Filippo Benizi in Gloria, ciascuna assegnata a un gruppo. Al termine del percorso, intorno alle 11,30, gli studenti torneranno in piazza Matteotti per ricomporre simbolicamente la “mappa con i suoi tesori”.
L’iniziativa rappresenta il fulcro territoriale dell’ottava edizione (2025–2026) di “Abitare il Paese – La cultura della domanda”, progetto promosso dal Cnappc (Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori) e dalla Fondazione Reggio Children che mette al centro i giovani e la loro capacità di osservare, interpretare e trasformare i luoghi in cui vivono. Un percorso educativo e culturale che ripensa il rapporto tra scuola, architettura e territorio attraverso pratiche partecipative e di co-progettazione.
Per la prima volta aderisce al progetto l’Ordine degli Architetti Ppc (Pianificatori paesaggisti conservatori) della Provincia di Perugia, che ha delegato la consigliera Veronica Benedetti. Quest’ultima ha coinvolto l’associazione Architetti Altotevere, individuando come tutor la presidente Lucia Fiorucci, già impegnata nelle precedenti annualità con attività rivolte alle scuole.
L’obiettivo educativo dell’iniziativa è far comprendere ai ragazzi come la città murata sia un organismo complesso, fatto di storia, arte, architettura e paesaggio, capace di resistere nel tempo e di assumere un valore simbolico e sensoriale spesso non immediatamente percepibile dalle giovani generazioni. Il progetto mira a stimolare nei bambini e nei ragazzi la capacità di osservare ciò che li circonda, riconoscere valori e unicità, sviluppare rispetto per i luoghi e creare legami significativi con la comunità e il territorio.
Nel corso degli anni, “Abitare il Paese” ha generato esperienze concrete di rigenerazione urbana e innovazione degli spazi educativi, promuovendo ambienti inclusivi, flessibili e sostenibili e riconoscendo la città come estensione dello spazio scolastico e luogo di apprendimento diffuso. Elemento centrale del progetto è l’ascolto attivo di bambini e ragazzi, protagonisti nei processi di lettura e trasformazione dei luoghi secondo logiche di partecipazione dal basso. Un approccio che contribuisce alla formazione di cittadini consapevoli e alla costruzione di interventi più condivisi e responsabili.
Il progetto si inserisce nel quadro degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, integrando architettura e pedagogia in una visione interdisciplinare orientata a inclusione, sostenibilità e qualità dell’istruzione. L’ottava edizione di “Abitare il Paese” rafforza inoltre il concetto di “scuola diffusa” e di “città della prossimità”, interpretando la scuola come organismo aperto e integrato nel tessuto urbano. Gli spazi educativi si estendono oltre l’edificio scolastico, includendo parchi, piazze e cortili, che diventano luoghi di sperimentazione e progettazione condivisa. Attraverso laboratori territoriali e pratiche partecipative, il progetto promuove comunità educanti e processi di rigenerazione urbana dal basso, con l’obiettivo di costruire città più sostenibili, inclusive e orientate al benessere collettivo.