Fondi per il Trasimeno bloccati, questione al comitato di monitoraggio

Fondi per il Trasimeno bloccati, questione al comitato di monitoraggio

A disposizione per l’area del lago Trasimeno 15 milioni, ma impegnati solo un terzo | Squarta chiede lumi

share

Accertamenti sull’effettiva disponibilità di 15 milioni di euro provenienti da fondi europei vengono sollecitati dal consigliere regionale Marco Squarta per comprendere cosa stia bloccando l’impegno di 9,5 milioni destinati alle azioni previste dall’Investimento territoriale integrato del Trasimeno.

Il presidente del Comitato di Monitoraggio ha chiesto l’attivazione del medesimo organo di controllo per capire come mai, dei 15 milioni, solamente per 5,5 sia stato autorizzato l’impegno dall’Esecutivo a utilizzare le risorse comunitarie.

“Gli unici fondi per i quali risulta l’impegno e l’imputazione contabile – spiega Squarta – sono quelli indicati in una determina del 2017 ma è una somma parziale, corrispondente a circa un terzo della disponibilità. Vogliamo essere sicuri che quelle risorse indicate per il periodo 2014-2020 non vadano perse altrimenti per gli otto Comuni del Trasimeno vedrebbe vanificata una grande occasione di rilancio. Infatti – prosegue Squarta in una nota – l’Iti riguarda Castiglione del lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro, tutti inclusi nel tavolo di lavoro interistituzionale attivato con Palazzo Donini nel 2014 per definire strategie di valorizzazione e riqualificazione territoriale e paesaggistica del territorio lacustre”.

Nello specifico – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Cesaroni – “su un totale di 15 milioni i 5,5 autorizzati rientrano nella programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale mentre i rimanenti 9,5 milioni, non ancora impegnati, sono così suddivisi: due milioni a carico del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo (Fse) e 7,5 milioni facenti capo al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Denaro – conclude Squarta – che dovrebbe essere immediatamente utilizzato per tutelare e valorizzare i beni ambientali e culturali, rendere più competitive le Pmi, migliorare il sistema di informazione e di comunicazione, premiare l’inclusione sociale e rendere più efficiente la pubblica amministrazione».

share

Commenti

Stampa