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Fino al 2029 l’Umbria perderà altri 11mila giovani, a rischio il ricambio di 45mila lavoratori verso la pensione

Negli ultimi 10 anni l’Umbria ha perso quasi 11mila giovani, di età compresa tra 15 e 34 anni. Oltre il 6% del totale, oggi costituito, per quella fascia di età, da circa 164mila residenti.

Un problema che riguarda tutta l’Italia (che nello stesso periodo ha visto diminuire del 4% la popolazione di giovani), con le regioni del Nord (più la Toscana) che invece, grazie soprattutto ai flussi immigratori dall’estero, che registrano invece un’inversione di tendenza.

Ma se nel Meridione il fenomeno assume un’entità preoccupante, anche nell’Umbria, terra comunque con una popolazione complessivamente più anziana rispetto alla media nazionale, il dato anagrafico è destinato ad avere pesanti ripercussioni anche nel mondo del lavoro e nell’economia.

La CGIA – sulla base delle previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal – calcola che la domanda di sostituzione dei lavoratori che andranno in pensione, fino al 2029, interesserà quasi 45mila unità da immettere nel mondo del lavoro, di cui oltre 20mila nel settore privato. Un problema per gli imprenditori, che già ora fanno fatica a reperire alcune professionalità.

Il dato nazionale

A livello nazionale, ad andare in pensione tra il 2025 e il 2029 saranno complessivamente 3 milioni di lavoratori in Italia. A farne le spese, rileva la CGIA, saranno soprattutto le piccole imprese, che hanno una capacità attrattiva nei confronti dei giovani nettamente inferiore rispetto alle aziende di dimensioni maggiori. Di questi 3 milioni di addetti, poco più di 1,6 milioni sono dipendenti del settore privato, 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 lavoratori autonomi .