Lo scorso mercoledì, Papa Benedetto XVI ha dedicato la sua catechesi settimanale a San Benedetto da Norcia, padre del monachesimo occidentale e promotore dello sviluppo e della cultura europea. “Forse per la prima volta in maniera forte – commenta il sindaco Nicola Alemanno – il Santo Padre, prendendo come esempio l'opera e gli insegnamenti di San Benedetto, ha sottolineato l'esigenza impellente di un richiamo delle radici cristiane dell'Europa”. “Oggi l'Europa è alla ricerca della sua identità – ha detto il Sommo Pontefice – Per creare un'unità nuova e duratura sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente. Senza questa linfa vitale, l'uomo resta esposto al pericolo di soccombere all'antica tentazione di volersi redimere da sé, utopia che in molti versi, nell'Europa del ‘900, ha causato un regresso senza precedenti nella storia dell'umanità. Cercando il vero progresso – ha aggiunto il Santo Padre – ascoltiamo la Regola di San Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande monaco – ha concluso – rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l'arte di vivere l'umanesimo vero”. “Da anni – prosegue Alemanno – una delle più importanti missioni della nostra città è proprio quella veder riconosciuti i valori religiosi che hanno accompagnato per ben due millenni lo sviluppo ed il progresso della civiltà europea. Per raggiungere questo obiettivo, che rappresenterebbe un momento fondamentale di unione e crescita democratica per il processo d'integrazione europeo e che certamente contribuirebbe alla creazione di un'Unione europea rispettosa delle diversità dei popoli che la compongono e, quindi, maggiormente in grado di affrontare le sfide del nuovo millennio, abbiamo messo in campo diverse iniziative e azioni concrete”. Il viaggio della fiaccola benedettina “Pro Pace et Europa una”, portatrice della “luce” di San Benedetto e del desiderio di unità spirituale e culturale tra i popoli, negli Stati dell'Unione Europea e non solo, è probabilmente uno degli esempi più evidenti del contributo offerto da Norcia alla costruzione della “casa Europa” intesa come luogo gradevolmente abitabile da tutti perché costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni. “Su questi temi – aggiunge Alemanno – ormai da tre anni si confrontano a Norcia, nell'ambito dei convegni promossi dalla fondazione ‘Magna Carta', anche illustri studiosi del nostro Paese”. “Al tempo stesso – conclude – continuiamo a portare avanti la nostra ‘battaglia' di fronte alla voluta omissione, nella Costituzione Europea, di qualsiasi riferimento alle radici cristiane europee. Il nostro più forte auspicio è che nel Trattato, e non come avvenuto con l'ultimo testo (Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007), testo che deve essere ancora ratificato dal nostro Paese ma che contiene solo un vago cenno nel preambolo ‘alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa', venga inserito un richiamo esplicito all'esperienza cristiana di San Benedetto, quale massima sintesi di valori laici e cristiani che ha plasmato il modus vivendi europeo”.