E' sempre stato un appuntamento molto atteso per tutti, che arriva solo una volta l'anno e quindi da visitare, anche solo per pochi minuti. A Spoleto si chiama la Fiera della Madonna di Loreto e si tiene ogni anno l'8 e 9 settembre. A Foligno è la fiera di Santo Manno ed è in programma ogni anno il 14 e 15, tranne quest'anno che è stata posticipata al 15 e 16 settembre per la concomitanza con la Giostra della Quintana della Rivincita. Una settimana di differenza, molti ambulanti che partecipano ad entrambi gli appuntamenti, spesso provenienti da altre città umbre o altre regioni e le differenze che si appianano in quanto ad affari. Soprattutto quest'anno, dove le aspettative dei commercianti sono andate deluse.
Già perché vuoi per la crisi economica, per il grande caldo a Spoleto o per la pioggia a Foligno, quest'anno per gli ambulanti gli affari sono stati piuttosto magri. E le lamentele non sono mancate. In più nella città della quintana c'è anche da considerare la dislocazione della fiera, nel parcheggio dello stadio, lontano dal centro storico. Senza una sorta di percorso obbligato, come avviene a Spoleto o come era un tempo anche a Foligno.
Alle lamentele degli ambulanti si aggiungono anche quelle relative ai costi per partecipare alla fiera, che cambiano di città in città. E che dipendono anche dalla grandezza degli spazi concessi e dal posto specifico in alcuni casi. Ma che, evidenziano i commercianti, a Spoleto costa più che a Foligno. E non di poco. Per due giorni, lo stesso ambulante, ad esempio del settore dei casalinghi, l'8 e 9 settembre ha pagato 120 euro. Spostandosi di 30 km più a nord, la settimana successiva, di euro ne ha spesi invece 80. E la differenza di guadagno non è stata proporzionale alla tassa pagata al Comune, anzi. Secondo quanto annunciato dai due municipi, a Spoleto gli ambulanti sono stati 242 (oltre 300 le richieste, anche se per alcuni settori sono state inferiori ai posti disponibili) mentre a Foligno 220 (con diversi spazi vuoti). Facile intuire quanti soldi all'incirca questi appuntamenti annuali hanno portato nelle casse dei due enti locali. Impossibile fare i calcoli precisi, ma la cifra nella più cara città del festival dovrebbe essere di poco inferiore ai 25mila euro, mentre in quella della quintana probabilmente si aggira sui 15mila euro.
E se nella fiera di Spoleto gli ambulanti hanno pagato di più, per contro in un certo qual modo si può affermare che è stata più “sicura”. Tutti in regola con le licenze, nessun sequestro di prodotti in vendita, nonostante i numerosi controlli da parte di tutte le forze dell'ordine. A Foligno, invece, la Finanza ha sequestrato migliaia di articoli senza marchio “Ce” tra le bancarelle. Si tratta di articoli elettrici e occhiali da sole e da vista, per un totale di circa 16mila articoli. Sequestrati non a stranieri, ma a due ambulanti italiani, provenienti uno dal Lazio e l'altro dal Molise. Tra l'altro a Foligno sono stati veramente pochi i commercianti di nazionalità straniera presenti, al contrario di Spoleto, dove molti banchi della fiera erano gestiti da cinesi e marocchini.
(Sara Fratepietro)