Festival dei 2Mondi

Festival Spoleto, tutto sulla edizione 69: Cipriani punta all’era d’oro, 2 le Opere | Umbria Jazz strappa la “pace”

Il Festival dei 2 Mondi di Spoleto si appresta a compiere un passo in più verso la 69ma edizione, la prima dell’era di Daniele Cipriani, con l’approvazione, prevista per questo pomeriggio del Budget 2026, documento che, unito alle fughe di notizie dal palazzo municipale, consente di anticipare l’impostazione del nuovo direttore sia sotto il profilo artistico che economico, tanto da far ipotizzare ad un nuovo periodo d’oro.

Per le 15,30 è prevista l’adunanza che il Presidente del Cda, il Sindaco Andrea Sisti (da maggio scorso è anche direttore amministrativo della kermesse) ha convocato lo scorso 16 dicembre per questo pomeriggio, 20 gennaio, con inizio alle 15,30 presso la Sala consigliare.

Quattro i punti all’Ordine del giorno tra approvazione dei verbali delle sedute precedenti, le comunicazioni del presidente, le linee guida del direttore artistico e da ultimo, ma affatto ultimo, al netto di clamorosi colpi di scena, l’approvazione del budget 2026. Documento di 38 pagine che Tuttoggi ha potuto visionare e che sembra confermare l’impronta che Cipriani vuole dare al Festival, con la memoria al passato ma lo sguardo proiettato al futuro e, cosa di non poco conto, alla sostenibilità finanziaria della kermesse menottiana. Che, numeri alla mano, si vuol tingere di rosa, anche se solo alla fine della manifestazione si potrà tracciare un vero bilancio.

Il cambio di passo però è in atto, almeno dalle carte a disposizione, e non sembra un passo da bradipo, anzi. Ma andiamo con ordine.

Festival, Cipriani guarda all’era d’oro

Già dal cartellone, ancora non svelato ma che il direttore aritistico avrebbe definito al 90%, stando ai bene informati, si capisce che c’è voglia di tornare, almeno sul palco, ai fasti di un tempo. Le aperture di sipario saranno 95 per 203 recite. La voce “Opera” segna ben 2 titoli: a quanto pare una lirica (quasi certamente legata all’esperienza musicale dell’indimenticato fondatore Gian Carlo Menotti) e un musical. 13 gli eventi teatrali (con 54 recite), 70 eventi musicali (80) e ben 7 spettacoli di danza, arte che a Spoleto, al Teatro Romano come in Piazza Duomo, ha sempre segnato il sold out. Previsti anche 3 “eventi” non meglio specificati per 40 recite. Il tutto usufruendo di tutti gli spazi teatrali: Caio Melisso, Nuovo Gian Carlo Menotti, San Nicolò, San Simone, Teatrino delle 6, Romano, Sant’Eufemia, Rocca albornoziana fino a prevedere anche la Sala Frau e la Sala Pegasus.

Festival, ricavi a +1 mln senza ulteriore contributo Mic

Ma è guardando al budget economico che si registra la volontà di potenziare l’offerta del Festival tanto da prevedere maggiori incassi da biglietteria (da 846.000€ dell’ultimo anno della direzione Veaute a 1,2 milioni di euro) a oltre 400mila euro di sponsorizzazioni in più (solo quelle ordinarie passeranno da 138mila a 450mila euro, probabilmente grazie al ritorno di ex sponsor che nel tempo avevano abbandonato Spoleto). Insieme ai 4,4 milioni di contributi pubblici, l’ammontare dei ricavi passerebbe da 6,09 milioni del 2025 a 6,9 milioni per il 2026.

Il tutto senza considerare che l’attuale budegt, votato dal Cda appena giovedì scorso, non tiene conto dell’ulteriore milione di euro che il Ministro Giuli, grazie ad un emendamento presentato dal senatore Zaffini, ha ulteriormente concesso al Festival nella Finanziaria. Uno stanziamento che il titolare del dicastero aveva già anticipato a marzo scorso, invitando però il cda di Sisti ad approvare celermente il nuovo Statuto. I piccioli, e non sono pochi, sono arrivati, ma nel rinnovato Statuto non ce n’è traccia. Argomento quest’ultimo molto sentito dal Presidente-Sindaco-Direttore che da almeno due anni è abilmente riuscito a evitarne la rivisitazione e approvazione.

Sul fronte dei costi, a parte quelli per gli spettacoli (circa 800mila euro in più, passando da 3,6 milioni a 4,4 mln), solo i costi del personale registrano un aumento da 1,38 mln del 2025 a 1,56 mln per il 2026.

Tornando ai contributi, cui andrà aggiunto il prossimo stanziamento di 1 milione dal Mic, questi restano stabili con la parte del leone del Mic (4,1 milioni di euro) seguito dal Comune di Spoleto (150.000), Regione dell’Umbria (100.000€) e, fanalino di coda, la potente Camera di Commercio dell’Umbria con appena 15.000 euro. Ne metteranno almeno il doppio – 30.000 euro – non meglio indicate “Ambasciate”: le rappresentanze diplomatiche non sono mai mancate nel tempo ma mai si erano registrati dei contributi. Impossibile sapere quali, anche se non è escluso che vi possa essere anche quella americana, non fosse che proprio Cipriani ha in mente di affidare un incarico per intessere relazioni con gli Stati Uniti, probabilmente per riallacciare il filo interrotto con Charleston.  

In aumento, anche se lieve, il contributo dei privati con i Mecenati il cui contributo è previsto in 50.000 euro (erano 29.500 lo scorso anno), art bonus mecenati 25.000 (19.000) mentre restano fissi quelli di istituzioni profit e no profit come Fondazione Fendi (80.000), Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto (120.000), Banco Desio (100.000) e l’art bonus privati che ammonta a 193.710.

A questi vanno aggiunte le sponsorizzazioni tecniche pari a 195.000 (erano 135.600) mentre quelle ordinarie passeranno a 450.000 (da 138.092). “In larga misura quelle ordinarie” si legge nel documento di programmazione “vengono da partner storici tra cui figurano Monini e Banca Intesa”.

Ancora tenue la previsione di ricavi dal merchandising, seppur in aumento (25.000 contro i precedenti 17.000), altro aspetto su cui Cipriani dovrà puntare nel prossimo futuro. Come quella di anticipare la programmazione. Ma è alla prima stagione – si è insediato appena lo scorso settembre – per cui solo il tempo potrà dargli ragione. Per il momento Cipriani sembra mettercela tutta, non fosse che per la costante presenza a Spoleto, che non si vedeva neanche ai tempi d’oro del compianto Menotti.

Strappo di Umbria Jazz? Ci rimette solo l’Umbria

Chissà se la 69ma edizione del Festival dei 2 Mondi (dal 26 giugno al 12 luglio 2026) risentirà dello “strappo” che Umbria Jazz ha voluto fare anticipando l’apertura al primo week end di luglio (in genere era il secondo), ovvero dal 3 al 12 luglio, e piazzando da subito tre perle da far impallidire la Peregrina Pearl: si comincia venerdì 3 con Sting, il giorno dopo con lo special Adrian Belew, Tony Levin, Steve Val e Danny Carey, domenica 5 con l’unica data italiana di Jon Batiste. Per la cronaca sabato 11 luglio al Santa Giuliana è previsto Zucchero, data che al botteghino figura già sold out.

Un problema di non poco conto per la Regione (alias il vicepresidente e delegato alla cultura Tommaso Bori), atteso che fino allo scorso anno, a parte epici scazzi (memorabili quelli a distanza tra Pagnotta e i compianti Cardarelli e Ferrara) e amabili riconciliazioni (Pagnotta-Veaute), Palazzo Donini aveva sempre fatto la propria parte nel tenere la kermesse jazzistica a “debita distanza” temporale dal Festival. Non è questione né di arte e tanto meno di campanilismo, a rimetterci è solo l’Umbria che può vantare due kermesse internazionali inserendole in appena 17 giorni.

Assemblea, tensioni in CdA

Tornando all’appuntamento di oggi pomeriggio, i 25 soci dell’assemblea chiamati a votare il budget (13 quelli nominati dal Comune su indicazione dei partiti e liste che compongono il consiglio comunale) oltre ad approvare il budget avranno la possibilità di tastare il polso allo stato di serenità del board, che sembra tutt’altro che tranquillo. Da mesi ormai si rincorrono voci di frizioni interne legate, a quanto si mormora, al modus operandi del presidente-sindaco su cui peserebbe anche, ma non solo, la tegola di aver assunto ad interim il ruolo di direttore amministrativo. Incarico che non sembra in linea con la carica elettiva, seppur aiutato in questo, per sua espressa richiesta, dalla dirigente finanziaria del Comune che all’ultimo Cda sarebbe (il condizionale è d’obbligo) stata nominata Responsabile per l’anticorruzione e trasparenza. Per la cronaca il posto di direttore amministrativo è stato messo a bando lo scorso novembre, c’è anche una Commissione che però non si sarebbe ancora riunita per valutare le 14 domande pervenute per il prestigioso e ben remunerato incarico.

Insomma dalle mura di piazza del Municipio confermano che l’aria nel Cda sia a dir poco tesa, con toni sempre più accesi tra gli stessi membri e qualche veleno di troppo. Chissà che in tutto questo non rientri anche una insolita lettera, in doppia busta e data certa, recapitata anche a Tuttoggi con richiesta del misterioso mittente di aprirla solo ad una determinata data.

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