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FESTIVAL, FERRARA CERCA LA PACE (1): “VIA LIBERA ALLA VISIONE DEGLI ATTI” (Foto TuttOggi.info)

di Carlo Ceraso

Giorgio Ferrara tende la mano all’opposizione per dare un taglio definitivo alle polemiche che hanno infuocato le ultime settimane, quelle pre e post edizione 2010. Lo ha fatto questa mattina nel corso di un incontro con la stampa alla quale hanno preso parte il sindaco Benedetti, il vice presidente della Fondazione Gilberto Stella e, seduto in platea, il presidente della Fondazione CaRiSpo Dario Pompili.

Ferrara per non sbagliare neanche una virgola, sulla difficile vertenza politico-giuridico-amministrativa venutasi a creare con l’opposizione (le liste civiche Rinnovamento, Spoleto a 5 stelle, Gruppo misto e una parte del Pdl), ha preferito leggere il comunicato con il quale ripercorre di fatto le ultime edizioni, la gestione trasparente della Fondazione, il lodo Mediavip e la ormai nota richiesta di accesso agli atti presentata da alcuni consiglieri comunali e fin qui rimasta inevasa.

Ed è proprio partendo dall’ultima questione che (ora) emerge chiara la volontà del Festival di ricercare, se non proprio la pace, almeno un solido armistizio.

E’ l’avvocato Scordino a spiegare come i consiglieri comunali della minoranza avessero attivato la richiesta di accesso “appellandosi al Regolamento comunale che non può essere applicato alla Fondazione in quanto non è un ente comunale. Alla Fondazione si applicano i dettati della Legge 241/90 (e della 15/2005 n.d.r.)”. Dunque sarebbe stato un errore di natura giuridica dell’opposizione – sul quale si potrebbe disquisire (il Comune, come ha anche evidenziato il consigliere provinciale Gianpiero Panfili presente all’incontro, è comunque socio di maggioranza della Fondazione) – ad aver convinto Ferrara a non concedere la visione degli atti. Che da oggi saranno però accessibili direttamente dalle mani del sindaco, delegato dal Comitato di gestione a gestire le richieste di accesso.

Ferrara non aggiunge molto a quanto aveva già detto in conferenza di chiusura Festival sui dati e sulle presenze del Festival. E neanche sulla arcinota questione Mediavip, anche se oggi quantifica “in circa 600mila euro l’oggettivo risparmio derivante dal lodo”. Un risparmio che, a leggere la sentenza scaturita dall’arbitrato, sarebbe potuto esser più consistente, se la rescissione del contratto fosse avvenuta a conclusione dell’edizione 2009 e non un mese prima, come fece realmente la Fondazione. Non è però dello stesso parere l’avvocato Scordino: “a mio avviso invece, l’aver protratto ulteriormente il rapporto con la Mediavip avrebbe comportato un danno maggiore”. Punti di vista, come chi vuol vedere il famoso bicchiere mezzo pieno. “Mediavip – aggiunge il legale – è stato uno strumento importante nela prima edizione della kermesse firmata da Giorgio Ferrara, poi il rapporto di fiducia si è interrotto”. Nessun accenno invece al documento che il Comitato di gestione avrebbe dovuto rilasciare a Ferrara per autorizzarlo alla stipula del contratto quadriennale con la Mediavip. Una ‘autorizzazione’ sulla quale si è posta l’attenzione dell’opposizione visto che, anche a detta di un membro del Comitato, non gli sarebbe stata mai rilasciata.

C’è spazio per affrontare anche l’altra vertenza che vede coinvolta la Fondazione, chiamata in causa dalla Etheria Consulting di Raffaella Gabetta. La prossima udienza è stata fissata per ottobre prossimo. Un’altra spada di damocle per le casse festivaliere. “E’ una vertenza diversa da quella della Mediavip – dice l’avvocato Scordino – qui per la verità il rapporto con l’Etheria è stato minimo…sono abbastanza fiducioso”.

Ma torniamo a Ferrara che, pur tentando di ricercare una tregua, non ha mancato di mettere alcuni punti fermi: difendendo ora la propria onorabilità (“mai ricevuto alcun compenso per la carica di Presidente, nè per la regia di Gogo no eiko, nè per lo spettacolo ‘Patrie lettere’ che anche Adriana Asti ha interpretato a titolo gratuito), ora il Comitato che presiede (“chi controlla non è il Comitato ma i Revisori dei conti che trasmettono le loro relazioni alla magistratura contabile”), ora la posizione del del Ministero (“strumentale chi ha letto nel documento del Capo di Gabinetto una minaccia alla città”), ora del suo staff (“tutto è trasparente e pubblicato sul nostro sito e la Corte dei Conti, nella sua relazione, non ha fatto alcun rilievo…anche questa è pubblica). Ce n’è anche per le precedente gestioni: “i dati del Festival non sono mai stati così chiari; ancora oggi non si conoscono i costi del passato, mentre il mondo dello spettacolo internazionale conosce i debiti non pagati dalla precedente gestione”. Una frase che ha messo in qualche imbarazzo il vice presidente Stella che delle ultime edizioni di Menotti era stato il presidente della Fondazione.

A terminare l’incontro l’intervento del sindaco che ha ricordato che “il Festival è ancora in emergenza e la scelta di affidare a Ferrara il doppio ruolo per il quinquennio 2008-2012 è per lavorare ad una macchina complessa. Un pò come l’incarico del sindaco che è appunto quinquennale. I risultati di una nuova gestione, per simili strutture, hanno necessariamente bisogno di tempo. Ho accettato volentieri l’incarico di depositario degli atti del Festival e sarò già da domani a disposizione dei consiglieri che vorranno richiederne l’accesso”.

L’incontro scivola via lento, a volte anche noioso. C’è chi non ha ancora ben chiaro cos’è una Fondazione e quando questa è soggetta o meno al controllo pubblico (quella del Festival lo è per Statuto e per componenti dei soci, tutti pubblici ad eccezione delle due banche locali), chi prova a confondere il ruolo del consigliere comunale che, avendo poteri anche di vigilanza, ha diritto all’accesso degli atti anche fossero meramente ‘esplorativi’, chi plaudendo a Ferrara sottoscrive che l’essenziale è il successo della manifestazione, chi ricorda invece che i controlli sono il pane di ogni democrazia. Per fortuna la conferenza è finita.

Se Ferrara sarà riuscito davvero a placare gli animi dell’opposizione lo si saprà solo nei prossimi giorni. Per il momento l’invito ad una distensione c’è stato. Un pò come la celebre aria napoletana: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce 'o ppassato”.

Simmo 'e Spulete paisá!

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