“Maestro, che è quel ch'i' odo?”. Non c’è da scomodare il sommo poeta, per domandarsi e domandare cosa sta succedendo al Festival dei due Mondi. Finora le tante, troppe voci che circolano intorno alla organizzazione presieduta dal Maestro Giorgio Ferrara hanno trovato triste conferme. E quelle più recenti non fanno sperare in meglio, se è vero, com’è vero, che ci sarebbe già pronta una bella causa civile nei confronti della Fondazione, accusata di aver fatto lavorare una società umbra, salvo darle il ben servito al momento di formalizzare l’incarico. Neanche ai tempi di Francis e della fedele Elisa. Il fatto, a quanto trapela dalla sede del Teatro Nuovo, è già stato portato all’attenzione di un noto studio legale perugino che ha avviato le pratiche per citare in giudizio Ferrara & Co.. Si parla di centinaia di migliaia di euro di danni. Di più non è dato sapere, anche perchè il vertice del Festival starebbe lavorando in queste ore per tentare di ricucire lo “strappo”, destinato a sollevare un vero pandemonio.
A perder le staffe, per certi atteggiamenti ben poco professionali, sono gli stessi membri del Comitato di gestione della Fondazione che attendono il prossimo Cda per mettere il maestro con le spalle al muro. E’ evidente che su quest’ultimo rischiano di ricadere le ‘colpe’ dei suoi più stretti collaboratori, sui quali qualcuno ha cominciato ad “indagare” e dei quali si pretende oggi di conoscere i rispettivi curricula.
Perchè questa 51.ma edizione, aldilà del Programma non ancora definito, odora tanto di artigianale, con tutto il rispetto per la categoria degli artigiani, che quando vogliono sanno farsi dimenticare ogni peccato. Lo si era in verità capito – quei pochi che l’avevano voluto capire – nel corso della conferenza stampa con i giornalisti umbri, dove le poche novità sapevano tanto di ‘aria fritta’, di ‘innovazioni’ che non serviranno di sicuro a rilanciare il Festival.
Neanche il Comitato può esser definito il vero “vertice” del Festival. C’è infatti, ed è ormai acclarato, un secondo livello, rappresentato dallo stesso Ferrara e dal sindaco Brunini che è più al dentro delle cose: non si spiegherebbe altrimenti il fatto che gli altri cinque componenti (Gilberto Stella, Silvano Rometti, Carlo Antonini, Giovanni Antonini e Dario Pompili) non sapessero nulla neanche del cambio del nome alla manifestazione e di altre questioni non del tutto trascurabili. E questo spiega forse il loro progressivo disinteresse culminato nella unanime assenza dall’ultima Assemblea dei Soci.
A ciò si aggiungano le polemiche legate alle opportunità di lavoro per i giovani del comprensorio, alla dura presa di posizione della Cgil (che ha inviato tanto di telegramma a Ferrara), alla assurda volontà di non voler ricordare il Maestro Giancarlo Menotti, all'appello lanciato dalla Ottolenghi dalle colonne dell'Espresso, alle tante critiche che cominciano a trapelare sia tra i banchi del consiglio comunale, sia tra i banconi degli esercenti.
Da quegli stessi rappresentanti cui non era sfuggito che, poco prima di esser nominato alla guida del Festival di Spoleto, Ferrara era andato a bussare alla porta del sindaco di Todi (dove ad Acqualoreto il maestro avrebbe una casa) offrendosi per la direzione di quel Festival.
Poco male, anche il Giancarlo Menotti dovette 'ripiegare' su Spoleto per creare il suo Festival.
E meno male che “la città è tutta con il Festival e con il maestro Ferrara”, come andava assicurando una delle collaboratrici del maestro. L’entusiasmo, in verità, sta scemando di ora in ora e di ciò sarebbe stato informato anche lo stesso Francesco Rutelli.
Anche il recente affidamento dello sponsoring e del coordinamento marketing alla società Mediavip di Torino, società legata a filo doppio con la Avip (specializzata in pubblicità, locazione di impianti pubblicitari etc.), ha lasciato perplessi non pochi.
L’incaricata di Mediavip ha chiesto e ottenuto dalla locale Ascom un incontro che si terrà il prossimo 31 marzo, quando, stando ai bene informati, sarà presentato agli esercenti il piano di “marketing operativo”. “Il bello – dice un membro del direttivo della Ascom – è che verrebbero a presentarcelo per ottenere una nostra compartecipazione al progetto. Ma ancora non hanno capito che di soldi qui ne girano pochi? Che è colpa anche delle precedenti edizioni del festival se la nostra categoria ha subito delle perdite terribili?”.
Il Maestro in queste ore sta rientrando in Italia da Parigi, dove ha trascorso le festività pasquali. Difficile sapere se e quali azioni intenderà mettere in atto per correggere le varie storture di questo precipitoso avvio. Che rischiano di riportare alla memoria quelle attuate dal suo ultimo predecessore. Insomma, per dirla alla Adriano Pappalardo, ricominciamo?
(Ca.Cer.)