Inaugura sabato 27 giugno nella chiesa di San Carlo a Spoleto, la mostra-installazione “4096 / the 217 possibilities of incomplete open cubes” di Maël Veisse e Sébastien Renauld, un progetto artistico realizzato da due giovani architetti francesi di Nancy, che incontra la ricerca di Sol LeWitt, il grande artista concettuale vissuto più di 30 anni a Spoleto.
Questo tributo si pone in continuità con la mostra “Artist's Books by Sol LeWitt” svoltasi dal 7 Aprile al 13 Maggio 2009 alla Galleria civica d'Arte Moderna a Spoleto in occasione della ricorrenza dei due anni dalla sua scomparsa e che verrà nuovamente allestita a Bologna in settembre al Museo Internazionale della Musica in occasione di ArteLibro e poi replicata a Parigi, New York e Istanbul.
4096 viene presentata in anteprima assoluta nella chiesa di San Carlo, come evento collaterale del Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Il progetto di “ViaIndustriae” e “Studio A'87”, curato da Giorgio Maffei, Emanuele De Donno e Franco Troiani, pone l'accento sulla forza dell'opera “aperta” di Sol LeWitt e del suo lascito concettuale ereditato e rinnovato da tanti artisti contemporanei.
Maël Veisse e Sébastien Renauld esplorano i sistemi di forme, aprono le loro possibilità, moltitudini inscritte nel cuore dei dispositivi finiti. La combinatoria si rivela attraverso installazioni o abitazioni, in questo caso deborda nello spazio segnato dal passo e dal reticolo di forme-cubo. I due giovani artisti-architetti, indagano con metodo sistematico tutte le ulteriori possibilità tralasciate dal maestro americano negli Open Cubes (Cubi Aperti), trovandone 4096, determinate da 217 matrici.
Tutto lo studio viene condensato in 13 libri d'artista in copia unica che citano in maniera matematica il libro d'artista del 1974 di Sol LeWitt Incomplete open cubes. Da questo poderoso lavoro a metà tra il rigore analitico e una ritmica metafisica, nasce il progetto di realizzare un' installazione-libro-ambiente catalogata in 13 tomi, ed esplosa nella Chiesa di San Carlo in 217 forme in cemento e 7 pannelli A0. L'allestimento dialoga con due libri d'artista “miliari” di Sol LeWitt indice non di supina deferenza, ma del codice genetico dell'opera.