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Feste di compleanno: a rischio la salute dei bambini per le candeline pirotecniche

Alluminio, ferro, magnesio. Tutti metalli in polvere alla base della propulsione per i razzi spaziali. Eppure questi elementi chimici, insieme, toccano più da vicino la nostra quotidianità abbondando all’interno delle candeline pirotecniche, oggi largamente utilizzate su torte di compleanno e dolci per rendere ancora più memorabile la festa. E scenografici video e foto ricordo.

Ma dietro la bellezza di fontane luminose, scintille e scoppiettii si potrebbe celare un rischio per la salute umana. Perché, come sottolineano dal Laboratorio di Fluidodinamica Sperimentale, diretto da Tiziano Pagliaroli, professore ordinario all’Unicusano, “queste candele riproducono in scala ridotta alcuni comportamenti tipici dei sistemi propulsivi aerospaziali”.

La scoperta è stata possibile grazie allo sviluppo di iun sensore davvero particolare messo a punto proprio dal laboratorio dell’Unicusano: è capace di misurare la velocità con cui vengono espulse le particelle di ossido di alluminio dai razzi che portano i satelliti in orbita. Una tecnologia nata per l’aerospazio, ma che ha trovato quindi un’applicazione curiosa e inaspettata.

I ricercatori hanno deciso di utilizzarla per studiare le candeline pirotecniche il cui effetto scenico è dovuto a minuscole particelle metalliche che, ossidandosi, producono le caratteristiche scintille luminose.

Negli ultimi tempi, però, la comunità scientifica e persino alcuni servizi giornalistici hanno acceso i riflettori su un possibile problema: la ricaduta di queste particelle sulle torte e quindi il rischio per la salute.

E qui entra in gioco il nuovo sensore. Grazie a questa tecnologia, il team del professor Pagliaroli è riuscito a misurare con precisione la velocità di uscita delle particelle: valori compresi tra i 20 e gli 80 metri al secondo. Dati che permettono di fare calcoli balistici e di stabilire dove possono ricadere le particelle.

Il risultato? È plausibile che le particelle possano depositarsi su una superficie grande quanto una torta. Una scoperta che, oltre a incuriosire, invita anche a riflettere su un gesto ormai comune nelle nostre feste.

Lo studio dei ricercatori Unicusano “Misurazione ottica delle particelle espulse da una fontana pirotecnica come modello di motore a razzo su piccola scala” è stato finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del progetto di ricerca Davenpros. Progetto voluto più di tre anni fa per aiutare le aziende nel loro lavoro di ottimizzazione dei propulsori per razzo. Da qui una serie di interrogativi che hanno accompagnato la ricerca: qual è la velocità della polverina? Quale il raggio d’azione? Dove cade? Alle risposte individuate dall’Unicusano è arrivata chiara una sola conclusione: esiste l’alta probabilità che ci sia una parte “tossica” ingerita quando si mangiano le torte decorate da questi accessori.