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FERMA CONDANNA DELLA REPRESSIONE IN BIRMANIA

Redazione

FERMA CONDANNA DELLA REPRESSIONE IN BIRMANIA

Mer, 03/10/2007 - 12:19

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LAssemblea di Palazzo Cesaroni ha
approvato all'unanimità una mozione proposta dal presidente del gruppo
Cdl-per lUmbria, Pietro Laffranco con cui si esprime ferma condanna
della repressione attuata dalla giunta militare del Myanmar, solidarietà
al popolo birmano, nella condivisione della protesta pacifica dei
cittadini e dei monaci buddisti. Nel documento si richiede alla Giunta
regionale di attivarsi presso il governo al fine di attivare un incisivo
intervento in sede di Unione Europea e Onu per fermare la repressione,
restituire la libertà al Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e a
tutti gli altri oppositori politici, esercitando una concreta pressione
a livello internazionale, sui maggiori sostenitori politici ed economici
del regime militare, vale a dire Cina ed India per determinare lisolamento
di quel regime dispotico.
Nella mozione scritto inoltre che i diritti umani fondamentali
riconosciuti dalla nostra Carta costituzionale, sanciti dalle
Dichiarazioni delle Nazioni Unite e richiamati nel Trattato per la
costituzione dellEuropa devono costituire un riferimento costante per
tutti i governi democratici, affinchè si attivino nei confronti di quei
Paesi che misconoscono ed opprimono tali diritti, come accade nel Myanmar,
oppresso da un regime militare refrattario a qualsiasi processo di
democratizzazione. Rispetto a tutto ciò la colpevole disattenzione
internazionale, perpetratasi nel tempo, ha determinato un crescente
isolamento degli oppositori, esposti sempre più alle ritorsioni e ai
soprusi del regime dittatoriale
Il consigliere Laffranco, nel ringraziare i colleghi di tutti i gruppi
per la sensibilità dimostrata ha sottolineato l'opportunità e l'urgenza
di un pur simbolico, ma fermo, atto del Consiglio regionale di solidarietà
al popolo birmano e agli oppositori guidati dai monaci buddisti e di ferma
condanna del brutale regime militare che da quasi venti anni opprime quel
Paese.
Il consigliere Andrea Lignani Marchesani (AN) nel suo intervento ha
espresso la necessità di stigmatizzare il ruolo di sostegno attivo al
regime dell'ex Birmania svolto da alcune multinazionali e, soprattutto, da
grandi potenze come lIndia e la Cina, in particolare quest'ultima i cui
legami economici con il Myanmar sono molto stretti. Invito quindi la
Giunta regionale e il Governo a rivedere i rapporti politici ed economici
con quei Paesi che, come la Cina, calpestano i diritti umani.


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