Trasimeno

Femminicidio pianificato nel dettaglio, la pistola acquistata 2 giorni prima. In tanti alla fiaccolata

Aveva pianificato il femminicidio con estrema cura Antonio Iacobellis, l’ex sottufficiale dell’Aeronautica militare che ha ucciso l’ex compagna, Stefania Terrosi, 59 anni, per poi suicidarsi. Non prima di aver allertato un ex collega di quanto stava per fare. Inviando un messaggio anche al figlio della donna con cui aveva una relazione decennale.

La pistola con cui l’uomo ha sparato al petto della compagna, che viveva sotto lo stesso tetto, in una villetta a Po’ Bandino ma con cui la relazione pare fosse al capolinea, era stata acquistata due giorni prima. Un segnale inequivocabile – secondo gli inquirenti coordinati dalla pm Mara Pucci – della premeditazione. Al pari di una lunga lettera, da diverse pagine, in cui l’uomo avrebbe ricostruito le motivazioni del femminicidio, lasciata vicino al divino dove poi lui stesso si è tolto la vita.

Domenica pomeriggio, intanto, ancora scossa e profondamente addolorata, la comunità di Città della Pieve ha partecipato numerosa alla fiaccolata proposta dal CAV, Centro Anti Violenza Maria Teresa Bricca, in memoria di Stefania Terrosi. Centinaia di persone – amici, vicini, conoscenti e semplici cittadini – si sono ritrovate davanti alla lavanderia e al forno di Po’ Bandino, per un corteo illuminato da ceri e fiaccole, un gesto semplice ma potente per dimostrare vicinanza alla famiglia e ribadire con fermezza il rifiuto di ogni forma di violenza.

Guidati anche dai momenti di preghiera del parroco don Micheal Tiritiello, i partecipanti hanno fatto sentire alla famiglia l’abbraccio di una comunità intera, unita nel dolore e nel ricordo di Stefania. Presenti il Sindaco Fausto Risini, l’Amministrazione comunale, la rappresentanza della Regione Umbria e le Forze dell’Ordine, in segno di rispetto e condivisione di questo lutto che ha colpito tutti.

In attesa di conoscere la data delle esequie, in occasione delle quali sarà osservato il lutto cittadino, Città della Pieve continua a stringersi intorno ai familiari, custodendo il volto e la storia di Stefania. “E proprio nel suo nome, – fa sapere il Comune – si rafforzerà con ancora maggiore determinazione la battaglia per l’eliminazione della violenza contro le donne, perché è evidente che la nostra società non ha fatto abbastanza”.

Quello di Stefania Terrosi è in terzo femminicidio – dopo quello di Eliza Stefania Feru a Gaifana e quello di Laura Papadia a Spoleto – avvenuto nella piccola Umbria dall’inizio dell’anno. Il quarto, se si considera anche l’uccisione di Ilaria Sula, la giovanissima di Terni assassinata dall’ex fidanzato Mark Samson a Roma.