Farmaco per prevenire il Covid usato in Umbria per la prima volta: come funziona

Farmaco per prevenire il Covid usato in Umbria per la prima volta: come funziona

Redazione

Farmaco per prevenire il Covid usato in Umbria per la prima volta: come funziona

Gio, 24/03/2022 - 15:44

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Si tratta dell'Evusheld, farmaco che combina due anticorpi monoclonali

Utilizzato per la prima volta in Umbria su 3 persone un farmaco per prevenire il Covid. Si tratta di un anticorpo monoclonale, l’Evusheld, utilizzato per la profilassi pre-esposizione del virus. In sostanza una prevenzione rivolta a persone ultrafragili che sono vaccinate ma, per le terapie immunosoppressive a cui sono sottoposte, non sviluppano anticorpi o per chi non può vaccinarsi.

Il trattamento è stato prescritto questa mattina (24 marzo) presso la Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale di Perugia. A renderlo noto è l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto. Il farmaco è stato somministrato presso il Day Hospital di Malattie Infettive ai primi tre pazienti seguiti dal reparto di Ematologia.

Un farmaco per prevenire il Covid

“Diversamente dagli altri trattamenti fino ad ora effettuati – ha spiegato la professoressa Daniela Francisci, direttore di Malattie Infettive dell’Ospedale di Perugia – la somministrazione di questo monoclonale è rivolta a persone che non hanno contratto l’infezione da Sars CoV-2, ma che presentano un rischio molto elevato di avere un decorso severo in caso di positività.

La professoressa Francisci e la coordinatrice infermieristica Patrizia Sforna
Il farmaco contro il Covid Evusheld

Si tratta di pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria – ha proseguito –  che stanno facendo terapie immunosoppressive e che non hanno sviluppato anticorpi nonostante la vaccinazione, o che, al contrario, non hanno potuto sottoporsi alla vaccinazione per motivi di salute”.

Che cos’è Evusheld e come si somministra

Evusheld è l’associazione di due anticorpi monoclonali, il Tixagevimab e il Cilgavimab. “Sono entrambi diretti verso la proteina Spike di Sars-Cov-2, ma somministrati insieme funzionano ancora meglio per prevenire l’infezione – continua la professoressa Francisci – inoltre, hanno una protezione molto lunga, da sei mesi ad un anno e, a differenza degli altri trattamenti, non vengono iniettati per via endovenosa, ma per via intramuscolare”.

La prescrizione di Evusheld è affidata ai centri autorizzati da ciascuna Regione ed è sottoposta a registro di monitoraggio AIFA, mentre la selezione dei pazienti è affidata ai medici di medicina generale ed ai centri specialistici di riferimento che li hanno in cura.

“Questo tipo di monoclonale – conclude la professoressa – dovrebbe essere efficace per tutti i tipi di varianti, gli studi sono in corso”.

L’analisi settimanale del nucleo epidemiologico regionale

La notizia dell’uso del primo farmaco di prevenzione del Covid in Umbria è stata data dalla Regione Umbria contestualmente alla diffusione del bollettino settimanale sui contagi elaborato dal nucleo epidemiologico regionale.

La curva epidemica, come pure la media mobile a 7 giorni in Umbria mostra la tendenza alla stabilizzazione rispetto alle settimane precedenti. L’incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti al 23 marzo è pari a 1.549: questi i dati del report settimanale elaborato dal Nucleo epidemiologico regionale comunicati dall’assessore alla Salute, Luca Coletto. L’RDt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni diminuisce attestandosi ad un valore di 0,98.

L’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età conferma tassi superiori alla media regionale per la popolazione tra 3 e 44 anni: in particolare la popolazione i 6 e 13 anni raggiunge incidenze superiori ai 2500 casi x 100.000 abitanti. Tutte le classi di età mostrano una tendenza alla stabilizzazione dei valori e tutti i Distretti sanitari hanno l’incidenza superiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti.

Rispetto alla settimana precedente si osserva un leggero aumento nell’impegno ospedaliero regionale soprattutto a carico dell’area medica (al 23 marzo 203 ricoveri di cui 4 in terapia intensiva). Nella settimana tra il 14 e 20 marzo si registrano 15 decessi.

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