Era sbagliata la graduatoria del concorso, pardon selezione, per l’assunzione di farmacisti da inserire nell’organico delle Farmacie comunali di Spoleto, azienda controllata dal Comune per l’85%, tanto da richiedere la convocazione della Commissione valutatrice che ha riformulato la classifica finale. Dalla quale emerge come ben 6 dei 10 candidati che hanno superato le prove, si ritrovino, per i nuovi punteggi riconosciuti o conseguente “scivolamento”, in tutt’altre posizioni.
Non è certo un periodo felice per le Farmacie comunali di Spoleto che, dopo le vicende al vaglio degli inquirenti per le spese “allegre” del precedente Amministratore unico (Franco Silvano Toni di Cigoli), su cui sono stati aperti 2 fascicoli della Procura Regionale della Corte dei Conti di Perugia e della Procura della Repubblica di Spoleto, nei giorni scorsi ha registrato la Relazione al bilancio 2025 del suo successore (Bruno Toniolatti) che in più punti si è lasciato andare a considerazioni a dir poco fuori luogo. Affermazioni messe nero su bianco, su cui, a detta dei bene informati, sarebbe stato redarguito sia dall’assessora di riferimento (Luigina Renzi, compagna della stessa Lista civica cui appartiene Toniolatti, Ora Spoleto) che del sindaco Andrea Sisti.
Oltre allo sguaiato attacco alla locale stampa “pregiudizialmente contraria” all’azienda, l’AU si era più volte dichiarato dispiaciuto per l’accesso agli atti avanzato da alcuni concorrenti del recente concorso che indubbiamente volevano vederci chiaro sulla assegnazione dei punteggi, della uguale azione presentata da una sigla sindacale e persino nei confronti di due aspiranti farmacisti comunali che si erano rivolti ai capigruppo in Consiglio comunale.
Insomma un pluridispiaciuto; ma rileggiamo il passaggio sul lavoro della Commissione: “Dispiace che ad alcuni concorrenti il lavoro rigoroso, preciso e competente della commissione non sia piaciuto…”, “…dispiace che sia una
delle sigle sindacali ad appoggiare tale accesso agli atti“, dispiace “che due di questi concorrenti abbiano chiesto anche l’interessamento dei capo-gruppo dei gruppi politici presenti in consiglio comunale“.
Che verrebbe da chiedersi che ne sapesse l’Amministratore di ciò che aveva fatto la Commissione visto che, nonostante il Regolamento per il reclutamento del personale datato 2 gennaio 2026 da lui stesso emanato, lo poteva prevedere alla presidenza della Commissione valutatrice, alla prova dei fatto aveva preferito lasciare l’ingrato compito ad un dirigente.
L’affermazione sul “lavoro impeccabile e rigoroso” dei Commissari non deve aver portato fortuna, visto che la nuova graduatoria – se non vi saranno ricorsi in altra sede – registra ben 6 variazioni nelle stessa. Con punteggi, in più o in meno, che vanno da – 0,7 punti fino a ben + 6,70 punti.
La notizia trova conferma dallo stesso sito della Afc, nella sezione Amministrazione Trasparente, che di trasparente rischia di non avere tutto, dal momento che la “vecchia” graduatoria (quella datata 20 maggio 2026) non c’è più. Eliminata, cancellata, nel cestino. Come nessun atto è stato reso pubblico circa i componenti della commissione di valutazione, mentre per gli atti degli anni precedenti bisogna ricorrere al sito della Gazzetta amministrativa.
Tuttoggi però, stante il rumor e vista l’ardita Relazione al bilancio del Toniolatti, aveva scaricato la precedente graduatoria ed è in grado di ricostruire come sono andate le cose, sintetizzate nella tabella seguente (in grassetto le posizioni che hanno subito variazioni):
Dunque quello che si era posizionato al sesto posto sale al quarto (vedendosi riconosciuti +1,10 punti), quello che era quarto finisce quinto (a punteggio invariato), il quinto scivola al sesto (con stesso punteggio), invariato il settimo posto (cui vengono però decurtati 0,7 punti), sale all’ottavo il candidato che era prima al 10mo posto (cui sono stati attribuiti +6,70 punti), scivola al nono quello che prima era ottavo (punteggio invariato), chiude al decimo chi ricopriva la nona posizione (punteggio invariato).
Nessuna variante per i primi tre della graduatoria finale, che Toniolatti, a tempo di record, ha assunto tutti a tempo indeterminato dal 1 giugno scorso, appena 9 giorni dopo l’esito della procedura selettiva, week end incluso.
Insomma, pur nell’urgenza di ripianare l’organico che registrerebbe almeno un paio di dipendenti in malattia, non ha sentito di attendere neanche i tempi minimi che ogni amministrazione rispetta al fine di verificare eventuali ricorsi che potrebbero mettere in seria difficoltà la stessa azienda. Rischio sfiorato di un soffio se si pensa che tra il terzo (assunto) e il concorrente finito ora al quarto posto “ballano” appena 0,3 punti su quasi 79.
E che dire di una “selezione”, così è stata pubblicata, che nella Relazione l’AU chiama più volte “concorso”, che, come noto ai più, richiedono procedure ben diverse.
Tornando all’attacco alla stampa, nessuna risposta è arrivata dal Toniolatti alle due facili domande che gli avevamo posto. E ci può stare, ce ne facciamo una ragione.
Solo per cronaca, l’AU, che nella relazione ha di fatto richiamato la necessità di revisione dello Statuto e nuove strategie di investimento (alias Piano industriale) – su cui vige il monito dell’intero Consiglio comunale, approvato lo scorso ottobre, a valutare prima nel Parlamento cittadino ogni eventuale variazione – ha formalmente avanzato la richiesta all’assemblea dei soci di rivedere in aumento il proprio compenso annuale.
Per fortuna nella girandola di fatti e notizie che da più di un anno interessano l’azienda (i primi riflettori sulla precedente gestione erano stati accesi dai consiglieri Dottarelli e Profili, scoprendo poi che era in corso una indagine amministrativa interna al Comune e le due delle Procure), rimane granitico il lavoro professionale ed empatico svolto dai farmacisti e collaboratori dei due esercizi pubblici, di via Martiri della Resistenza e di San Venanzo, che restano tra i più apprezzati dalla cittadinanza.
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