Si moltiplicano gli attestati di sostegno e le adesioni alla annunciata manifestazione di protesta con l'occupazione della Galleria della Guinza da parte dei tre Presidenti delle Province di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, di Arezzo Roberto Vasai e di Pesaro Urbino Matteo Ricci. “Dopo un lungo e complesso iter – sono le parole del Presidente Guasticchi – per riuscire completare la Grosseto Fano, ci vediamo costretti ad adottare questa forma di protesta congiunta di tre Province per riuscire a sbloccare questa annosa questione. Una vicenda che sta divenendo il simbolo dello spreco a livello nazionale, oltre a costituire un intralcio allo sviluppo della parte centrale del nostro paese”. “Un'infrastruttura stradale – è il pensiero dell'Assessore al Turismo e Ambiente Roberto Bertini – che taglia in maniera trasversale la penisola e che per questo rappresenta un valore aggiunto per il turismo e per la nostra economia. Ritengo che il completamento di questa importante opera di collegamento possa arricchire e valorizzare di molto questo territorio dell'Italia mediana”. Il vice capogruppo del Pd alla Provincia Luca Secondi ritiene “estremamente positivo il fatto di essere in prima linea affinchè l'opera venga realizzata rapidamente”. “E' un segnale di protesta molto positivo – sono le parole di Secondi – che alza il tiro in direzione della auspicata definizione di questa opera incompiuta, di grande importanza non solo per l'Alta Valle del Tevere ma per l'intera comunità umbra”.
Pieno appoggio all'iniziativa di protesta anche da parte del capogruppo di Rifondazione comunista Luca Baldelli, nella “consapevolezza che la vicenda della Guinza, dopo anni di latitanza e abbandono da parte del Governo, vada chiusa con il completamento dell'opera”. “La vicenda della Guinza – ha detto Baldelli – va seguita esattamente come le altre vicende pur diverse, della E 78 nel quadro del completamento generale dell'opera e della Perugia Ancona che ha un iter più sviluppato, ma non ha visto ancora la luce. Se noi oggi combattiamo questa battaglia è perché il Governo ha dirottato tutte le risorse al nord, dimenticando l'Italia mediana. Nella mia qualità di consigliere delegato ai rapporti con il territorio, mi impegno fin da ora a fare costante opera di pressione sul Ministero dei Trasporti e Infrastrutture affinché la E78 si realizzi rapidamente nella sua interezza”. Il Gruppo Pdci alla Provincia di Perugia approva e plaude all'iniziativa, ritenendo “strategica l'arteria stradale E 78 per l'Alta Valle del Tevere, e per tutta l'Umbria, dove in prossimità ci verrà una piastra strategica per tutto il manufatturiero”. “L'arteria deve essere realizzata quanto prima – sostengono al gruppo – saremo presenti ad ogni manifestazione utile ad accelerare i lavori dell'opera stradale”.
Anche il Gruppo IdV alla Provincia di Perugia è concorde con le iniziative di protesta.
“La Galleria della Guinza è ormai la punta di diamante delle strade incompiute d'Italia”. Per questo l'Italia dei Valori, attraverso il Vice Presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi ed il capogruppo Franco Granocchia, dichiara “la completa adesione politica e di presenza all'iniziativa di occupazione della galleria dal 24 al 26 settembre”. Per Rossi e Granocchia “la scelta del Presidente Marco Vinicio Guasticchi di aderire all'occupazione di Mercatello su Metauro è pienamente condivisibile ed in linea con le iniziative di valorizzazione di una “Italia di Mezzo”, sempre schiacciata tra i dibattiti imperanti sulle questioni del nord e del mezzogiorno, lasciando fuori una delle aree più produttive ed efficienti del paese dagli investimenti in quelle infrastrutture utili ai cittadini come al sistema produttivo”.
“Parteciperemo all'iniziativa – dichiara Rossi – affinché tutti i soggetti politici, insieme ai media locali e nazionali, possano contribuire ad evitare che finisca nel dimenticatoio l'ennesimo scempio all'italiana caratterizzato ancora una volta dall'investimento di milioni di euro per realizzare opere che non si concludono mai, progettandone contestualmente altre faraoniche con il Ponte sullo Stretto dove, posata la prima pietra ed iniziati i primi lavori, l'unica vera conseguenza sono i disagi per i traghettamenti dei quali per anni non si parlerà, così come sino ad oggi non si è parlato del traforo della Guinza”.
Per Granocchia “l'importanza dell'adesione all'iniziativa sta nel contributo non solo a far conoscere questo scandalo nazionale, ma anche a far si che il progetto complessivo della strada europea E78, nota come superstrada Fano-Grosseto, possa trovare presto una prospettiva di completa realizzazione dotandosi della tempestiva praticabilità del traforo della Guinza”. Per Rossi e Granocchia il rischio è che il dibattito imperante tra questioni nord-sud, isoli l'Italia di Mezzo dagli investimenti in infrastrutture