Ex ospedale, Casa della salute ok a piano terra | Regione al lavoro per trovare risorse - Tuttoggi

Ex ospedale, Casa della salute ok a piano terra | Regione al lavoro per trovare risorse

Redazione

Ex ospedale, Casa della salute ok a piano terra | Regione al lavoro per trovare risorse

Nuovo capitolo in Prima commissione regionale, Casciari cauto "Prima occorre messa in sicurezza intero immobile", Barberini "Serve piano finanziario" | Bacchetta "Lascito Mariani non basta"
Mer, 05/04/2017 - 16:12

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Ex ospedale, Casa della salute ok a piano terra | Regione al lavoro per trovare risorse

La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria si è riunita questa mattina per una audizione sulla valorizzazione dell’ex ospedale di Città di Castello. A Palazzo Cesaroni sono stati ascoltati l’assessore Luca Barberini, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ed il direttore generale dell’Usl Umbria1 Andrea Casciari.

Il presidente dell’organo collegiale Andrea Smacchi ha esordito ricordando che la Prima Commissione si era già occupata del futuro della struttura che ospitava il vecchio ospedale di Città di Castello. 

Oggi vogliamo fare un passo in avanti: per questo lavoreremo ad un documento da far approvare all’Aula con il quale, visto lo sforzo del Comune tifernate, solleciteremo la Giunta sulla necessità di trovare le risorse necessarie in tempi certi per valorizzare questo immobile. Serve un lavoro di collaborazione tra le diverse istituzioni perché questo è un problema che riguarda tutta la comunità regionale

L’assessore Barberini ha spiegato: “Nella programmazione regionale dei prossimi anni cercheremo di dare maggiore enfasi alla prevenzione e al territorio. E per rafforzare le cure primarie è necessario intervenire sui distretti e sulle Case della salute”.

Dall’analisi fatta su Città di Castello si ritiene che le esigenze sanitarie possano essere soddisfatte utilizzando il piano terra della struttura dell’ex ospedale, che ha una superficie di 2500 mq, dove potrebbero essere ricollocati i servizi territoriali riconducibili alla Casa della salute. L’immobile si presta a questo scopo

Luca Barberini“Noi – ha aggiunto l’assessore – abbiamo la capacità economica di affrontare l’operazione. Una volta partito l’investimento generale non avremo problemi ad attuare la copertura finanziaria per gli interventi che vorremmo collocare al piano terra, ovviamente per quanto attiene al servizio sanitario regionale. Però ci sono altre superfici che hanno bisogno di essere riqualificate per rendere funzionale e sicuro l’immobile. Quindi servirebbe un piano finanziario a copertura di questi interventi che dovrebbero essere ripartiti tra i diversi soggetti che utilizzeranno la struttura”.

BACCHETTAIl sindaco Bacchetta ha rimarcato i complessi problemi della struttura: “Il Comune può mettere a disposizione una risorsa importante come il lascito Mariani, circa 3 milioni di euro, vincolato a finalità sanitarie. Le risorse sarebbero sufficienti per la Casa della salute ma non basterebbero per risolvere i problemi strutturali dell’interno immobile, come il tetto. Non dobbiamo prendere in giro i cittadini: se aspettiamo il privato non partiremo mai. La comunità tifernate mette in campo uno sforzo immenso: la Regione deve fare la sua parte”.

casciariIl direttore generale Casciari ha spiegato che “l’ospedale di Città di Castello è diverso dalle altre situazioni perché non fa parte del patrimonio dell’Asl ma di quello della Regione. Quindi non ne abbiamo la concreta disponibilità. La struttura è di tre piani, non è divisibile e non è ben messa. Dall’esame dei servizi che abbiamo sul territorio dell’Alto Tevere è emerso che sono sufficienti i 2500 metri quadrati del piano terra perché disponiamo già in città di una palazzina di 1200 metri quadri. Per rendere fruibile il piano terra l’intera struttura dovrebbe essere messa a norma. L’operazione è estremamente interessante e fattibile per l’aspetto sanitario ma c’è da risolvere l’aspetto strutturale dell’immobile: sono oltre 8mila metri quadrati e quindi stiamo parlando di una cifra intorno ai 12 milioni di euro”.

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