Il futuro dell’ex ospedale “Calai” di Gualdo Tadino è tornato al centro dell’agenda politica regionale. Durante l’ultima seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, l’assessore alla Sanità Francesco De Rebotti ha risposto ad un’interrogazione presentata dal consigliere Nilo Arcudi (Tp-Uc), facendo chiarezza su finanziamenti, progetti e tempistiche per il recupero della struttura, dismessa ormai da anni.
Il nuovo Piano di valorizzazione, autorizzato dalla Regione a gennaio 2024, prevede un intervento massiccio su una superficie di circa 5.000 metri quadri. L’investimento complessivo ammonta a 9 milioni e 81 mila euro, finanziati in gran parte tramite fondi statali (8,6 milioni), con un’integrazione regionale di 454 mila euro.
La struttura diventerà un polo nevralgico per l’Alto Chiascio, articolato su più livelli: piani seminterrato, terra, rialzato, primo e secondo saranno destinati alla Casa della Comunità (2.270 mq), che ospiterà cure primarie, specialistica, assistenza di prossimità, CUP e il servizio Materno Infantile. Il terzo piano accoglierà infine l’Ospedale di Comunità (800 mq) con due moduli da 20 posti letto complessivi, di cui uno potenzialmente destinato a Hospice.
De Rebotti ha confermato che la Giunta ha recentemente approvato il disciplinare per la gestione delle risorse. Le aziende sanitarie, in qualità di enti attuatori, avranno ora un cronoprogramma definito: la Usl Umbria 1 dovrà trasmettere il progetto approvato entro 28 mesi dalla firma dell’accordo di programma, siglato lo scorso 18 febbraio 2026.
Nonostante le rassicurazioni sui fondi, Arcudi ha sollecitato la Giunta a una maggiore celerità: “È fondamentale rimettere al centro il tema del Calai, rimasto troppo a lungo sullo sfondo – ha replicato il consigliere – Le risorse sono disponibili e il piano è pronto dal 2023: ora bisogna intervenire concretamente per dare risposte a un territorio che attende questo recupero da decenni”.