Per il giorno di Santo Stefano il programma degli Eventi di Fine Anno a Spoleto presenta LA NOTTE SANTA – Melologo popolare di Guido Gozzano. Lo spettacolo, che si terrà alla Chiesa dei Santi Simone e Giuda in Piazza Campello, prevede due rappresentazioni, la prima alle 16.30 e la seconda alle 17.30.
L'idea è quella di riproporre la forma classica della Sacra Rappresentazione, che già prevede la commistione di sacro e profano (il racconto religioso all'interno della chiesa, l'intrattenimento giocoso sul sagrato), all'insegna della contaminazione di generi, linguaggi, epoche. Per questo si è scelto come riferimento per la rappresentazione, anziché il consueto mistero medievale – originale o rivisitato – il testo di Gozzano, a metà tra la filastrocca per l'infanzia e il racconto popolare, legato ad antiche memorie scolastiche e pochissimo utilizzato come materiale scenico. Questa scelta consente di far convivere il clima della fiaba popolare, nella versione borghese di un letterato novecentesco, con la rarefazione atemporale del mistero religioso e si traduce teatralmente nella compresenza di un colorato mondo da presepe napoletano con l'alterità dei protagonisti della Natività, fasciati in lini candidi, invasi – dentro e fuori – da una luce siderale, che li trasforma in alieni viaggiatori, simboli splendenti di una diversità che attraversa i tempi fino ad arrivare a noi.
Dunque tre stili di comunicazione: il realismo minuto di osti e pastori, che si esprimono secondo il cliché del teatro popolare, il realismo magico di Maria e Giuseppe, accompagnati da segni contemporanei (luci computerizzate, proiezioni, una stalla-discarica degli scarti della società opulenta, che rifiuta l'accoglienza dei pellegrini in difficoltà) e l'ambivalenza degli angeli, mediatori tra i due mondi, che parlano la lingua della cultura popolare autentica (cantano gli antichi canti religiosi umbri, raccolti dall'etnologo Mario Chini), ma conservano l'apparenza eterea che l'iconografia religiosa da sempre affida loro. Due cori: uno, scanditore di ritmo, che segna acusticamente l'azione come un cronografo, l'altro, commentatore della meraviglia e dell'entusiasmo collettivo per l'Evento, insieme ordinario e straordinario, che si compie: una nascita come tante, la Natività del figlio di Dio.
Lo spettacolo, della durata complessiva di 35-40', prevede la collaborazione di tanti soggetti, operanti nel territorio: La Scuola di Teatro Teodelapio, L'Associazione Offucina, Il coro del Duomo, diretto dal Maestro Corrias, strumentisti della Scuola di Musica Onofri (violino, oboe), due cantanti soliste, attive a Spoleto, attori scelti nelle compagnie amatoriali locali, l'Associazione Le Vaite, l'Istituto d'Arte Leoncillo Leonardi, l'Istituto alberghiero, e una costumista professionista, Clelia De Angelis, collaboratrice assidua delle imprese teatrali della Città, tecnici delle luci e del suono umbri.
Non è consentito l'ingresso a spettacolo iniziato.