Manca ormai pochissimo al debutto di “Pseudolus”, la nuova produzione teatrale diretta da Enrico Zaccheo, che andrà in scena in prima assoluta al Chiostro di San Nicolò di Spoleto sabato 19 e lunedì 21 luglio alle ore 21. Un’anteprima nazionale che anticipa le successive tappe di Roma e il debutto ufficiale al Teatro Greco di Tindari.
L’attesa è alta e anche i posti rimasti sono ormai pochissimi: sono ancora disponibili gli ultimi biglietti sul circuito Ticket Italia. Protagonista dello spettacolo è Eugenio Mastrandrea, tra gli attori italiani più apprezzati della sua generazione, affiancato da Sergio Mancinelli e Yaser Mohamed. La regia e l’adattamento sono firmati da Enrico Zaccheo, mentre la traduzione del testo di Plauto è di Giovanni Greco, docente di recitazione in versi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e maestro dello stesso Mastrandrea. A rendere ancora più originale l’allestimento sarà la partecipazione speciale di Max Tortora, che presterà la voce a Giove, autentico deus ex machina della commedia.
Per Mastrandrea, però, questo debutto ha un significato che va ben oltre il teatro. L’attore, infatti, ha scelto di trasferirsi a vivere a Spoleto, città alla quale è legato da molti anni e che considera ormai la sua casa. “Quando posso fermarmi scelgo Spoleto, perché è il luogo che mi ricarica le energie e lascia spazio alla riflessione e alla creazione”, racconta. “Ogni pietra, ogni vicolo racconta una storia. Qui si respira ancora l’aura dei grandi artisti passati dal Festival e da decenni di vita culturale. È qualcosa di speciale”.
Un rapporto profondo che rende ancora più emozionante il debutto proprio nel Chiostro di San Nicolò. “A Spoleto ho recitato tante volte e ho visto spettacoli meravigliosi. Tornare con un mio spettacolo è un’emozione, ma anche una responsabilità nei confronti di una città che amo e alla quale desideriamo offrire un bel lavoro.”
Pseudolus è una delle commedie più celebri di Plauto, un classico capace ancora oggi di parlare al pubblico contemporaneo. Al centro della vicenda ci sono i rapporti di potere, il conflitto tra chi comanda e chi obbedisce, raccontati attraverso una trama brillante, ricca di equivoci e colpi di scena. “È una commedia divertentissima, leggera, ma affronta temi universali nei quali tutti possono riconoscersi – spiega Mastrandrea – parla di dinamiche umane che esistono ancora oggi e proprio per questo si rivolge davvero a tutti”.
Uno degli aspetti più originali dello spettacolo è il continuo trasformismo degli interpreti: i tre attori daranno infatti vita a sette-otto personaggi, alternando rapidamente maschere, costumi e identità. “È un gioco scenico molto divertente per noi attori e credo possa esserlo altrettanto per il pubblico. È il tipo di teatro che personalmente amo vedere e che spero riusciremo a regalare agli spettatori”.
Volto amatissimo anche della televisione grazie a Don Matteo, che definisce “un autentico fenomeno culturale italiano, capace di mettere d’accordo tutti come un piatto di pasta al pomodoro”, Mastrandrea continua a dividersi tra cinema, fiction e palcoscenico, senza perdere il legame con la città umbra dove ha deciso di costruire il suo rifugio lontano dai ritmi frenetici del lavoro.
Ora l’appuntamento è con Pseudolus, una produzione che promette ritmo, comicità e una sorprendente attualità, inaugurando il suo percorso proprio da quella Spoleto che, per il suo protagonista, è diventata molto più di un semplice set: è casa.