Terni

Epatologia tra territorio e approccio multidisciplinare. Tutto sul convegno di Spoleto

Terni e l’Umbria protagoniste dell’epatologia italiana: questo uno dei temi rilanciati dalla nona edizione del Convegno “Scenari Futuri in Epatologia”, che si è svolto all’Hotel Albornoz di Spoleto, organizzato dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni e dalla Usl Umbria2. L’evento ha visto 100 specialisti provenienti dalle più autorevoli scuole di epatologia italiane e si è confermato un appuntamento di altissimo livello scientifico. Sotto la direzione scientifica delle dottoresse Maria Oliva Pensi, della Usl Umbria2, e Federica Gentili, del Santa Maria di Terni, il tavolo ha portato in Umbria un parterre di clinici e ricercatori di primo piano da tutta la Penisola.

Le malattie epatiche – è emerso dal tavolo – rappresentano ancora oggi una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale e nazionale, nonostante i significativi progressi ottenuti negli ultimi anni in ambito diagnostico e terapeutico. Accanto alle epatiti virali emergono nuove sfide legate all’aumento delle patologie metaboliche. L’epidemia globale di obesità e diabete impone un ripensamento dei modelli di gestione clinica in chiave integrata e multidisciplinare”. “Siamo particolarmente soddisfatti dell’esito di questa nona edizione. – spiegano le due responsabili scientifiche – Aver riunito a Spoleto esperti di caratura nazionale, insieme al livello elevato dei dibattiti, conferma quanto sia strategico investire in formazione continua e in modelli di gestione integrata per migliorare davvero gli esiti dei pazienti con patologie epatiche”.

La nostra struttura ha fatto della multidisciplinarità un pilastro concreto: l’ambulatorio integrato per l’HCC, che coinvolge epatologi, oncologi, radiologi interventisti, chirurghi e altre figure professionali, è un modello operativo che funziona e che intendiamo rafforzare ulteriormente. Tutto questo si inserisce in una rete regionale sempre più coordinata ed efficace, nella quale l’integrazione tra ospedale e territorio, i PDTA strutturati e la condivisione delle competenze tra i centri umbri stanno producendo risultati tangibili a beneficio dei pazienti” spiega il direttore generale del Santa Maria Andrea Casciari.

Durante il convegno si sono alternate sessioni dedicate alle malattie epatiche colestatiche e genetiche, alla diagnosi precoce e gestione multidisciplinare, al management della cirrosi e dell’ipertensione portale, alla gestione multidisciplinare dell’HCC e al trapianto di fegato. Particolare enfasi è stata posta sulla necessità di un approccio integrato e multidisciplinare per la corretta presa in carico di queste patologie complesse. In questo scenario, l’ospedale di Terni si distingue per la presenza di un ambulatorio multidisciplinare dedicato all’HCC, modello virtuoso di gestione integrata che coinvolge epatologi, oncologi, radiologi interventisti e chirurghi.

Un momento di grande attualità è stata la sessione e la Tavola Rotonda sul Management delle Epatiti Virali, durante la quale la professoressa Loreta Kondili dell’Istituto Superiore di Sanità – incaricata dal Ministero della Salute di coordinare lo screening nazionale per l’eradicazione dell’HCV in Italia entro il 2030 – ha illustrato le strategie di micro-eliminazione dell’infezione. Al suo fianco, interventi di esperti del territorio. Il confronto ha ribadito come lo screening nazionale HCV rappresenti una delle sfide più rilevanti per il sistema sanitario e una concreta opportunità di salute pubblica per i cittadini umbri e italiani.