Gubbio e Gualdo

Eolico, pronti tre nuovi parchi sui crinali con pale alte 200 metri | Osservazioni pubbliche fino al 13 marzo

Il futuro energetico della fascia appenninica eugubina passa per il vento, ma le dimensioni dei progetti presentati al Ministero dell’Ambiente stanno già sollevando i primi dibattiti. Sono tre le centrali eoliche ufficialmente in fase di valutazione: La Contessa”, “Gubbio Nord” e “Gubbio Sud”. La documentazione, ora consultabile sul portale ministeriale, delinea interventi di grande impatto strutturale, con termini per le osservazioni pubbliche fissati al prossimo 13 marzo.

I numeri dei progetti

Gli impianti prevedono l’installazione di aerogeneratori di ultima generazione, con un’altezza al mozzo di 120 metri che, con l’estensione massima delle pale, sfiorano i 200 metri complessivi. Per avere un termine di paragone, si tratta di strutture alte circa il doppio rispetto a quelle già visibili a Castiglione Aldobrando.

La localizzazione interesserà i crinali tra Petazzano e Mocaiana (per gli impianti Nord e La Contessa) e quelli tra Mengara e Montanaldo (per Gubbio Sud). A promuovere gli interventi sono due società collegate a colossi multinazionali: la Primavera Resources Italy Srl (controllata dall’americana GE Vernova) e la Edurne Green Srl (legata all’israeliana Enlight Renewable Energy).

Il quadro normativo

Le procedure seguono le recenti semplificazioni introdotte a livello nazionale per accelerare la transizione energetica. Tali norme accentrano le decisioni in capo ai Ministeri, riducendo i margini di manovra di Comuni e Regioni, che tuttavia restano chiamati a fornire pareri tecnici e a verificare la compatibilità ambientale e paesaggistica delle opere entro tempi molto stretti.

La posizione di Città Futura

Sulla questione è intervenuto lo staff di Città Futura, che pur dichiarandosi non contrario alla transizione energetica in quanto “necessaria e non rinviabile”, esprime forti preoccupazioni sul metodo e sulla scala degli interventi.Non possiamo accettare che il territorio sia sfruttato come piattaforma energetica mentre i profitti vengono trasferiti altrove, lasciando alla comunità impatti permanenti sul paesaggio“, spiegano dal movimento.

Città Futura chiede a Sindaco e Giunta Regionale di attivarsi d’urgenza presso il Ministero dell’Ambiente per difendere l’identità del territorio e sollecita un rafforzamento degli uffici tecnici per esaminare i progetti con rigore. L’appello finale è rivolto ai cittadini: consultare le carte e presentare osservazioni entro la scadenza del 13 marzo per garantire che l’interesse pubblico prevalga sulle logiche esclusivamente finanziarie dei grandi gruppi privati.