Le condizioni del fiume Tevere in Umbria destano forte preoccupazione. Le portate idriche risultano infatti sensibilmente ridotte rispetto a quanto auspicabile per questo periodo dell’anno, lasciando presagire una situazione ancora più critica nei prossimi tre mesi estivi. E’ il grido d’allarme di Legambiente Perugia.
L’ondata di caldo di matrice africana che sta interessando il Centro Italia, unita ai numerosi prelievi per uso irriguo, sta contribuendo a impoverire in modo significativo la disponibilità d’acqua del principale corso d’acqua umbro. La situazione, osservabile lungo diversi tratti del Tevere, evidenzia livelli idrici già precari, con ampie porzioni di alveo emergenti e un evidente rallentamento della corrente.
Particolare attenzione merita il tema dell’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura. Ancora oggi una parte consistente delle superfici agricole viene irrigata mediante sistemi ad aspersione, caratterizzati da consumi elevati e da notevoli perdite per evaporazione, soprattutto durante le giornate più calde. È ormai indispensabile accelerare la transizione verso sistemi di irrigazione a goccia e tecnologie ad alta efficienza, capaci di garantire risparmi idrici significativi senza compromettere la produttività delle aziende agricole. Parallelamente, ricorda Legambiente come sia necessario avviare una riflessione sulla sostenibilità delle colture maggiormente idroesigenti. “Continuare a destinare importanti superfici a produzioni come il tabacco, in un contesto di crescente scarsità idrica e cambiamento climatico, rischia di accentuare ulteriormente le criticità del territorio. La pianificazione agricola dovrà sempre più tenere conto della reale disponibilità della risorsa acqua” scrive in una nota l’associazione ambientalista.
Anche sul fronte delle infrastrutture idriche non emergono soluzioni immediate. Non si può fare eccessivo affidamento sulla disponibilità dell’invaso di Montedoglio, già chiamato a soddisfare molteplici esigenze territoriali, compresa l’alimentazione del lago Trasimeno. Allo stesso modo, l’invaso di Valfabbrica non rappresenta ancora una risposta concreta, essendo tuttora non operativo. Per Legambiente la situazione attuale e quella del cambiamento climatico impone un cambio di rotta sostanziale nelle politiche di gestione dell’acqua. Occorre una strategia integrata che coinvolga istituzioni, consorzi di bonifica, mondo agricolo e cittadinanza, puntando su efficienza, risparmio idrico, innovazione tecnologica e una programmazione coerente con le nuove condizioni climatiche.
Il Tevere rappresenta una risorsa ambientale, economica e paesaggistica fondamentale per l’Umbria. Preservarne la funzionalità ecologica e garantire portate adeguate non è più una scelta rinviabile, ma una priorità che richiede interventi concreti e tempestivi.