Eliminato il turno notturno del 118 a Città della Pieve, De Luca: "Irricevibile". La Usl replica - Tuttoggi.info

Eliminato il turno notturno del 118 a Città della Pieve, De Luca: “Irricevibile”. La Usl replica

Flavia Pagliochini

Eliminato il turno notturno del 118 a Città della Pieve, De Luca: “Irricevibile”. La Usl replica

Sab, 29/10/2022 - 12:59

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Per il consigliere pentastellato "l'eliminazione è un grave e irrispettoso disservizio". La Usl: "Tempi di intervento rimangono invariati"

Botta e risposta tra il consigliere Thomas De Luca e la Usl Umbria 2 sulla riorganizzazione/eliminazione del servizio del turno notturno del 118 a Città della Pieve. Per il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle l’eliminazione del turno medico del 118 è “irrispettoso disservizio nei confronti della cittadinanza in materia di assistenza sanitaria sul territorio“, ma per la Usl la riorganizzazione, “oltre ad adattarsi alle drammatiche criticità numeriche del personale medico, vuol perseguire massimamente la sicurezza del paziente e l’appropriatezza degli interventi e si deve incardinare in una progressiva riorganizzazione di tutto il sistema, come peraltro è avvenuto e sta avvenendo in molte altre regioni d’Italia“.

De Luca: “Eliminazione turno del 118 grave e irrispettoso disservizio”

Insostenibile e irricevibile la decisione di eliminare il turno notturno del 118 dell’ambulanza a Città della Pieve”, la denuncia di De Luca in una nota congiunta con Ilaria Gabrielli, ex consigliera a Città della Pieve e candidata alle ultime elezioni politiche. Nell’esprimere “piena solidarietà ai cittadini, costretti a subire questo grave, ennesimo, atto di depotenziamento dell’assistenza sanitaria sul territorio”, De Luca annuncia la presentazione di un’interrogazione in Assemblea legislativa dove chiederà “l’immediato ripristino del servizio”. “L’eliminazione durante le ore notturne del turno del medico del 118 dell’ambulanza a Città della Pieve – prosegue il capogruppo pentastellato – rappresenta l’ennesimo, grave e irrispettoso disservizio nei confronti della cittadinanza in materia di assistenza sanitaria sul territorio. Una sanità – osserva – ormai messa in ginocchio dalla destra che in Umbria sta portando continui depotenziamenti, depauperamenti e tagli verso la totale assenza di assistenza sanitaria”.

Da ormai due anni – ricorda De Luca – denunciamo l’incresciosa piaga dei tempi di intervento dei mezzi di soccorso in Umbria, la carenza strutturale di presidi, mezzi e risorse del servizio di emergenza/urgenza che si riflette negativamente sulla salute dei cittadini. Nella Media Valle del Tevere – spiega – il 48 per cento degli interventi supera i 20 minuti massimi previsti dalla legge. Ad Orvieto il 51 per cento degli interventi avviene in un tempo superiore a 20 minuti, a Pantalla il 48 per cento, ad Avigliano il 42, ad Amelia il 39 per cento, a Guardea il 42, a Ferentillo il 38 per cento”. “Due anni fa – conclude – avevamo chiesto all’assessore alla Sanità, Luca Coletto, di porre questa emergenza al primo posto nell’agenda regionale. Un problema che la Giunta continua a ignorare”.  

La replica della Usl

La direzione dell’Usl Umbria 1, in merito alle notizie diffuse oggi dalla stampa sulla riorganizzazione del servizio notturno di 118 a Città della Pieve, precisa che “nella Regione Umbria ci sono 34 postazioni con 42 ambulanze di cui 10 con il medico a bordo e 6 automediche così distribuite: Perugia 12h diurna, Terni 24h, Media Valle Tevere 24h, Assisi 12h diurna, Trasimeno 24h, Narni-Amelia 24h. Nelle sedi non coperte dal servizio di automedica (mezzo di soccorso avanzato – MSA) o nelle fasce orarie in cui non è attivo, il medico è a bordo dell’ambulanza”.

“Tale situazione – secondo la Usl – non è ottimale dal punto di vista dell’appropriatezza in quanto il medico a bordo dell’ambulanza non può essere disponibile per eventuali altre missioni fino al completamento dell’evento anche se la sua presenza non risulta necessaria per il codice di gravità dell’evento stesso. Ne consegue pertanto che l’assetto organizzativo che prevede uso di MSA debba essere esteso il più possibile all’intero territorio regionale”.

“Il mezzo di soccorso avanzato è utilizzato per trasportare sul luogo dell’evento un’équipe sanitaria con competenze avanzate e relativi presidi medici. Ha lo scopo di fornire supporto avanzato ai mezzi di soccorso di base o ambulanze infermieristiche in caso di situazioni gravi o particolarmente complesse o  intervenire per trattare direttamente un paziente che non necessiti di ricovero ospedaliero“.

La presenza all’interno del MSA di diagnostica avanzata permette una valutazione più efficace del paziente e un inquadramento clinico immediato. La sua caratteristica primaria, appunto, è la possibilità che successivamente alla prima valutazione del paziente e all’erogazione delle prime cure il medico presente nel MSA possa, in base alla gravità del quadro clinico, assistere il paziente durante il trasporto dal luogo dell’evento fino all’ospedale a bordo dell’ambulanza oppure riprendere attività del MSA, affidando il paziente alle cure dell’equipaggio dell’ambulanza infermieristica intervenuta. Con questo modello organizzativo la funzione del medico viene ottimizzata riservandola solo a quegli ambiti in cui la presenza risulta essere ancora oggi irrinunciabile come, ad esempio, la gestione avanzata delle vie aeree nei pazienti che si presentano coscienti e in respiro spontaneo e ai quali bisogna garantire precocemente una via aerea definitiva, incidente maggiore, maxi emergenza e terapie non inserite all’interno dei protocolli infermieristici”.

“Tale modello organizzativo, quindi, oltre ad adattarsi alle drammatiche criticità numeriche del personale medico, vuol perseguire massimamente la sicurezza del paziente e l’appropriatezza degli interventi e si deve incardinare in una progressiva riorganizzazione di tutto il sistema, come peraltro è avvenuto e sta avvenendo in molte altre regioni d’Italia.Va, infine, considerato che le ambulanze con a bordo il personale infermieristico formato da anni con gli stessi specifici corsi su emergenza urgenza con cui vengono formati anche i medici, garantiscono uno standard elevato rispetto ad altre soluzioni con personale non sanitario. Nel caso specifico di Città della Pieve – conclude la nota – i tempi di intervento di notte dell’ambulanza infermieristica che interviene per prima rimangono invariati, garantendo pertanto il primo approccio professionale comunque molto avanzato proprio in virtù degli aspetti formativi sopra esposti”.

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