Elezioni, Berlusconi “Il comunismo incombe ancora. E’ un pericolo” - Tuttoggi.info

Elezioni, Berlusconi “Il comunismo incombe ancora. E’ un pericolo”

ItalPress

Elezioni, Berlusconi “Il comunismo incombe ancora. E’ un pericolo”

Sab, 17/09/2022 - 10:19

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ROMA (ITALPRESS) – “Molte persone mi chiedono cosa sia il comunismo. A me l’ha spiegato, quando avevo 12 anni, un sacerdote russo scappato dalla cortina di ferro, venuto in Italia dai Salesiani che gli avevano assegnato due ore di religione nella mia classe. Ma invece che di religione con lui si parlava solo di comunismo. Vedete ragazzi, ci diceva: il comunismo si è presentato come un’utopia, come un bene, si è presentato come la realizzazione in terra della Gerusalemme celeste, la città, la società dove non ci sono più lotte di classe, dove tutto è giusto, dove ciascuno dà, secondo le proprie capacità di lavoro e prende secondo i propri bisogni”. Lo dice, nella video-pillola quotidiana del programma elettorale di Governo, Silvio Berlusconi. “Questa utopia – continua – è rimasta ancora in molta cultura di oggi. Si guarda al comunismo come a un bene che non si è realizzato ma ancora come a un bene, nonostante i quasi 10 milioni di morti che ha provocato, nonostante che in tutti i Paesi dove il comunismo si è affermato, vi sia stata solo miseria, terrore e morte. Nonostante oggi ancora quasi 2 miliardi di persone vivano in regimi comunisti, dove non sono garantiti i diritti civili, dove non sono garantiti i diritti politici, dove chi è all’opposizione può scegliere solo tra il vivere in esilio o stare in carcere o addirittura al cimitero. Questo è il comunismo che ancora oggi incombe su tutti, che aveva questo suo fascino perverso, questa sua capacità di manifestarsi come un bene quando invece noi sappiamo che è stata ed è “l’impresa” più criminale e più disumana della storia dell’uomo. Oggi c’è un Paese, la Repubblica cinese, che ha sposato l’antico espansionismo dell’Impero cinese con l’attuale globalismo comunista e che costituisce per tutti noi una sfida pericolosa sul piano economico, politico e militare. E allora?
Allora dobbiamo coordinare tutte le forze militari di tutti i Paesi europei e dobbiamo darci una politica estera comune.
L’Europa se vuole essere in grado di difendersi da eventuali attacchi futuri deve diventare una potenza militare di livello mondiale. Noi, il nostro governo, lavoreremo a Bruxelles per arrivare a questo risultato”.
(ITALPRESS).

– credit photo agenziafotogramma.it –

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