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E45 autostrada, Regione nella bufera: “Ignorano 8.500 firme”

E45 autostrada. Ancora. E la Regione Umbria finisce nella bufera. “Mentre i protagonisti della realizzazione dell’autostrada Orte-Mestre sono letteralmente sommersi da avvisi di garanzia, la seconda Commissione regionale ha deciso di non tenere in nessuna considerazione 8.500 cittadini umbri che hanno firmato una petizione per dire No alla trasformazione in autostrada a pedaggio della E45. Cosa dire? Evidentemente si preferisce ascoltare le lobby del cemento, piuttosto che la voce libera dei cittadini”. Con queste parole Emanuela Arcaleni, portavoce dell’associazione Umbria Migliore, commenta la decisione del Consiglio regionale di non ricevere in audizione i proponenti la petizione con cui si chiedeva a consiglio e giunta regionale di revocare il parere positivo alla trasformazione in autostrada della E45.

Ignorati – “La commissione ha assunto questa decisione all’unanimità, incurante di quanto si sta muovendo nella società umbra e nelle aule di giustizia del Paese. Le bugie raccontate sull’esenzione del pedaggio per i residenti, i disagi dovuti ad anni e anni di cantieri, il consumo di territorio e gli interessi giganteschi di poche persone intorno alle quali ruota tutto il progetto, hanno spinto tantissimi umbri a firmare la petizione di cui siamo stati promotori. Il fatto che oggi, oltretutto a fine legislatura, il consiglio regionale decida di far finta di nulla e tenti ancora di far passare tutta la vicenda sotto silenzio, la dice lunga sul grado di protervia e di arroganza che cementa destra e sinistra quando si tratta di difendere interessi particolari. Siamo stati per mesi nelle piazze dei comuni coinvolti dal tracciato a raccogliere firme ad abbiamo ben chiaro quale è il sentimento della popolazione rispetto a quest’opera inutile, costosa e devastante sotto tutti i punti di vista”.

“Continueremo a lottare” – E ancora: “Su questa vicenda – conclude Arcaleni – continueremo fino alla fine a fare la nostra parte a fianco del consigliere Dottorini e dei cittadini che hanno firmato la petizione e non escludiamo alcuna forma di protesta democratica. Faremo di tutto quanto meno per evitare che questo argomento diventi oggetto di promesse ed ulteriori bugie in campagna elettorale. Il comportamento tenuto dal Consiglio regionale la dice lunga su quali siano le vere intenzioni della Regione: andare avanti ad ogni costo e farsi beffe del parere degli umbri. Ma i cittadini sono stufi di essere presi in giro”.