Si è conclusa l’odissea dei 52 crocieristi dell’Altotevere, rimasti bloccati nel porto di Dubai da sabato scorso (quindi per 6 giorni e 6 notti), in concomitanza con l’avvio delle operazioni militari israelo-americane contro l’Iran. Dopo giorni di incertezza a bordo della MSC Euribia, il gruppo è finalmente decollato alla volta dell’Italia.
L’ultima notte di tensione “Telefoni impazziti dagli alert”
Le ultime ore negli Emirati sono state segnate da nuovi momenti di forte apprensione. Nella serata di ieri (5 marzo) la tensione è salita alle stelle quando i telefoni dei passeggeri hanno iniziato a ricevere incessanti messaggi di allerta. Secondo le testimonianze dirette, si sarebbe verificato un ulteriore attacco con l’attivazione della contraerea non lontano dalla zona portuale. Fortunatamente, la situazione è rientrata in tempi brevi, permettendo di procedere con il piano di evacuazione dei turisti italiani verso lo scalo internazionale di Dubai.
Caos in aeroporto e voli in overbooking
La mattinata di oggi è stata caratterizzata da una gestione estremamente complessa delle operazioni d’imbarco. L’aeroporto di Dubai è apparso in preda alla confusione, con migliaia di persone in attesa di lasciare il Paese e moltissimi voli in overbooking.
Nonostante le difficoltà, i 52 passeggeri altotiberini sono riusciti a essere sistemati sul volo EK97, decollato con circa un’ora di ritardo rispetto all’orario previsto. Per garantire il rientro del maggior numero possibile di connazionali, l’aereo è partito con tutti i posti occupati. Tuttavia, la situazione resta critica per altri passeggeri della stessa crociera: molti italiani sono rimasti a terra a causa del sovraffollamento dei voli e dovranno attendere un secondo collegamento della compagnia Emirates previsto per il pomeriggio odierno.
Il rientro a Roma
Il gruppo dell’Altotevere è atteso a Roma nella tarda mattinata di oggi. Si chiude così una vacanza trasformata in un caso internazionale che ha coinvolto oltre 500 passeggeri di 60 diverse nazionalità, tra cui vi erano molte persone di Sansepolcro ma anche di Citerna e San Giustino, che nei giorni scorsi avevano riferito di esplosioni udite distintamente dalla nave e di un clima di costante paura.