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DOTTORINI (IDV), CONTRO LA NORMATIVA REGIONALE SUI BIODIGESTORI

Il capogruppo in consiglio regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini giudica in termini estremamente negativi la proposta di normativa regionale sui biodigestori, avanzata nei giorni scorsi dalla Giunta. La proposta la scorsa settimana era stata anche al centro di un dibattito a Campello sul Clitunno, organizzato da Legambiente. (leggi )

“Occorre una profonda revisione -ha detto Dottorini- Il regolamento preadottato nei giorni scorsi dalla giunta regionale è un vestito fatto su misura solo per le grandi aziende e non risolve i problemi ambientali ed economici legati allo smaltimento dei reflui zootecnici. Inoltre non tiene in nessun conto la necessità di ridurre la produzione di rifiuti da conferire in discarica, con particolare riferimento a quelli di origine agroalimentare”. Così il consigliere commenta il nuovo regolamento relativo alla gestione degli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biogas preadottato nei giorni scorsi dalla giunta regionale su proposta, “ancora una volta fuori sacco”, dell'assessore all'Ambiente Silvano Rometti. Per Dottorini non è così che si superano “le incapacità gestionali dimostrate fino ad oggi, in questo modo non si fa altro che aggravare gli insulti ai territori, ai comparti e al buon senso”.

“Come Idv – aggiunge il capogruppo – abbiamo già predisposto una serie di modifiche volte a regolamentare in maniera efficace la produzione di biogas da biomasse e a tutelare l'ambiente relativamente allo smaltimento dei reflui degli allevamenti zootecnici, che tanti problemi hanno già causato in alcuni territori della nostra regione. Evidentemente gli scandali di Bettona e Marsciano non hanno insegnato nulla e si continua su percorsi che tendono a penalizzare i piccoli produttori e i territori, senza offrire reali opportunità di integrazione del reddito alle imprese agricole. Da questo punto di vista – conclude Dottorini – la nostra azione in Consiglio regionale sarà ferma e intransigente. Non possiamo più permettere che si utilizzi il grimaldello della green economy per avallare interessi e soluzioni che danneggiano i territori e che nulla hanno a che vedere con modelli avanzati, capaci di coniugare lo sviluppo delle imprese agricole con la tutela ambientale”.