Dopo il sisma, la burocrazia | Che succede in consiglio regionale

Dopo il sisma, la burocrazia | Che succede in consiglio regionale

Servizio rischio sismico impantanato, arrivano altri 5 ingegneri | Afor, metà dipendenti con disabilità

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Con un orecchio attento a sentire eventuali novità provenienti da Roma e la testa alle imminenti elezioni amministrative, consiglieri e Giunta regionale si sono confrontati in Aula per il questione time. Clima tutto sommato disteso, visti anche i precedenti. Del resto, l’interesse politico era più per chi si è rivisto passeggiare serenamente per corso Vannucci che per ciò che si muoveva all’interno di Palazzo Cesaroni.

Nuovi poveri, prima gli italiani

Dove Squarta (FdI) ci ha provato a dar fuoco alle polveri, commentando il dato che ha visto aumentare del 50 per cento, dall’inizio della crisi, il numero delle famiglie che a Perugia si rivolgono al Villaggio della Carità gestito dalla Caritas diocesana, E molte di queste famiglie sono italiane, ha puntualizzato Squarta. Che non sollecita l’amministrazione comunale di centrodestra (lo farà evidentemente qualcuno a Palazzo dei Priori), ma da consigliere regionale chiede che “la Giunta regionale di centrosinistra intervenga più in fretta possibile dando priorità alle esigenze degli italiani”.

Denti affilati e denti cariati

A forza di sentire da gennaio l’ex compagno di avventura Ricci digrignare i denti ogni volta che lo incontra, De Vincenzi (Misto) chiede che la Regione si attivi per promuovere la salute orale in ogni età. E per rimuovere la disparità economica che porta molte persone indigenti a non curarsi o a rivolgersi, ad esempio, nella vicina Toscana. Barberini ha assicurato che nel nuovo Piano sanitario regionale la salute dentale avrà ancora maggiore attenzione, anche perché i bisogni a cui si è cercato di dare risposta con la legge 7/2008 sono aumentati.

Forestali, qualcuno vuol vedere dietro le frasche

Intanto, i pentastellati Liberati e Carbonari chiedono come mai tra i dipendenti pubblici dell’Agenzia forestale (Afor) e nelle ec Montane ci sia un numero così alto di persone con limitazioni funzionali. Dei 400 impiegati di Afor, ben 174 sarebbero “idonei con limitazioni” e di questi un’alta percentuale con “limitazioni gravi”; e secondo le informazioni raccolte da Carbonari, il loro numero sarebbe salito a 220, quindi oltre il 50%. Insomma, visti i numeri delle squadre in campo, il verde pubblico ed i boschi si devono autogestire se vogliono crescere in maniera ordinata. Anche perché tra l’altro 50% di dipendenti cresce il malumore.

Cecchini ha spiegato che si tratta di personale proveniente dalle ex Montane. Un numero consistente di queste persone con inabilità è stato accompagnato al pensionamento; ora Afor ha presentato una proposta di risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro (con incentivo economico) riservato a dipendenti con limitazioni, su cui è in atto un confronto con i sindacati. L’Afor potrebbe fare meglio con personale qualificato, ha ammesso Cecchini, ma comunque ha fatto la sua figura come nella gestione post sisma.

Dopo il sisma, la burocrazia

Ed a proposito di terremoto, Smacchi (Pd) ha chiesto di potenziare il servizio di rischio sismico, visti i tempi lunghi subiti da famiglie e imprese. Una situazione “fuori controllo”, l’ha definita Smacchi.

L’assessore Giuseppe Chianella ha ricordato che il servizio da due anni e mezzo sostiene un pesante carico di lavoro (circa 11.500mila pratiche da istruire ogni anno) legato a variazioni nella legislazione di settore e nella ripresa del settore edilizio. Tutto ciò mentre si è aggravata la carenza di personale: i tempi di rilascio delle autorizzazioni sismiche da parte del Genio civile regionale non sono superiori a quelli previsti (60 giorni), ma c’è il rischio che si blocchi l’attività istituzionale di controllo nei cantieri edili. E la recente sentenza della Corte costituzionale ha decretato la necessità di autorizzazione preventiva per tutte le opere in zona sismica 1 e 2, annullando la semplificazione prevista nel testo unico sull’urbanistica.

La Giunta, ha informato però Chianella, è impegnata ad ampliare la dotazione organica, attraverso l’utilizzo di figure dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e con il bando per la mobilità, a cui hanno già risposto 7 ingegneri per 5 posti. Il futuro avvio della ricostruzione imporrà una ulteriore valutazione sulla dotazione organica del Genio civile regionale. “È un dato di fatto – ha ammesso Chianella – che il protrarsi di questa situazione rischia di compromettere il livello dello standard anche qualitativo, nonché la risposta agli utenti, e questa cosa va risolta in modo rapido e definitivo, anche per non incorrere nelle sanzioni per ritardo dell’azione amministrativa o, addirittura, per risarcimento danni”.

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