Valnerina

Dopo i Teatri Storici, perché i Monti Sibillini non possono diventare Patrimonio dell’Umanità?

Le Marche hanno appena scritto una pagina di storia con il riconoscimento Unesco dei Teatri Storici Condominiali (un progetto che ha coinvolto anche il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, ndr). Ma perché fermarsi qui? È questa la domanda da cui nasce una nuova iniziativa destinata ad aprire un importante dibattito culturale sul futuro dell’Appennino centrale.

Venerdì 11 settembre alle ore 18.00, presso l’Auditorium di Sant’Agostino di San Ginesio, sarà presentato ufficialmente il nuovo Club per l’UNESCO “San Ginesio e i Monti Sibillini”, un’associazione nata per promuovere la cultura della pace, la tutela del patrimonio materiale e immateriale, lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione dell’identità delle aree interne, in piena coerenza con i principi dell’UNESCO.

Ma la vera novità è un’altra. Tra le prime iniziative del Club vi sarà la volontà di favorire un grande progetto di territorio: creare le condizioni culturali, scientifiche e istituzionali per riportare al centro dell’attenzione internazionale la candidatura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Patrimonio Mondiale UNESCO.

Monti Sibillini Unesco, un sogno che parte da lontano

Non si tratta di un’idea improvvisata. Più di dieci anni fa fu avviato un primo percorso di candidatura che, tuttavia, non riuscì ad arrivare a compimento. Nel tempo, infatti, il progetto originario si diluì progressivamente nel tentativo di estendere il perimetro della proposta ad aree montane che non appartenevano all’identità storica e paesaggistica dei Sibillini. Il risultato fu quello di perdere quella forte riconoscibilità territoriale che rappresenta invece uno degli elementi essenziali di ogni candidatura UNESCO. Oggi quella visione torna con un approccio completamente diverso. Non un territorio indefinito. Non un contenitore geografico. Ma un progetto costruito attorno al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, cuore naturalistico, culturale e identitario dell’Appennino centrale. Un patrimonio che il mondo ancora non conosce abbastanza

I Monti Sibillini non rappresentano soltanto uno dei paesaggi più spettacolari d’Italia. Sono un luogo dove natura, storia, spiritualità, biodiversità e mito convivono da secoli. Qui convivono il Monte Vettore, il Lago di Pilato, la Grotta della Sibilla, antichi borghi medievali, abbazie, eremi, percorsi della transumanza, produzioni agricole tradizionali e un patrimonio immateriale che attraversa la letteratura europea fin dal Medioevo. Pochi territori possono vantare un intreccio così profondo tra ambiente naturale e cultura. È proprio questa straordinaria integrazione che rende i Sibillini non soltanto un Parco Nazionale, ma un autentico Paesaggio Culturale, cioè una delle categorie maggiormente valorizzate dall’UNESCO.

Il Club UNESCO come laboratorio di futuro

Il nuovo Club nasce con una missione ampia, che comprende educazione, tutela del patrimonio, digitalizzazione della memoria, promozione dello sviluppo sostenibile, collaborazione con scuole, università, associazioni e amministrazioni locali, oltre alla volontà di costruire una stretta collaborazione con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e con i programmi UNESCO dedicati alla sostenibilità ambientale. Il Club opererà in un territorio che comprende le alte vallate del Tenna, del Fiastrone e del Fiastrella, coinvolgendo numerosi comuni dell’area dei Sibillini e ponendosi come punto di riferimento per iniziative culturali di respiro nazionale e internazionale.

Una sfida che riguarda tutti

La candidatura UNESCO non appartiene a un’associazione. Non appartiene a un Comune. Non appartiene nemmeno al Parco. È una sfida che riguarda un intero territorio. Per questo motivo il Club intende promuovere un percorso aperto, partecipato e condiviso con istituzioni, università, professionisti, associazioni, imprese e cittadini. L’obiettivo non è soltanto ottenere un prestigioso riconoscimento internazionale. L’obiettivo è costruire una nuova visione dello sviluppo delle aree interne, capace di coniugare tutela del patrimonio, turismo culturale, ricerca scientifica, educazione, sostenibilità ambientale e rilancio economico.

Il momento giusto

Il recente ingresso dei Teatri Storici delle Marche nel Patrimonio Mondiale UNESCO dimostra che anche la questa regione può essere protagonista sulla scena internazionale quando sa fare squadra attorno ai propri valori identitari. I Monti Sibillini rappresentano probabilmente il più grande patrimonio naturale e culturale ancora in attesa di un riconoscimento mondiale. Forse è arrivato il momento di riprendere quel cammino. Con metodo. Con competenza. Con una visione condivisa.

I promotori del progetto Monti Sibillini come bene Unesco

Il Club è stato promosso dall’architetto Giuseppe Bocci, ideatore dell’iniziativa e vicepresidente del sodalizio. La presidenza è stata affidata alla dott.ssa Caterina Ciccotti, mentre nella governance del club assume un ruolo di particolare rilievo la professoressa Paola Calafati, memoria storica del territorio ed esperta delle politiche UNESCO. L’invito è rivolto a cittadini, amministratori, professionisti, associazioni e a tutti coloro che credono che il futuro dei Sibillini passi anche attraverso una grande idea condivisa. Perché le grandi sfide iniziano sempre da una visione.

E forse, dopo il riconoscimento UNESCO dei Teatri Storici delle Marche, è arrivato il momento di guardare ancora più in alto. Verso i Monti Sibillini.



Luogo: SAN GINESIO, vicolo san vicino 2, SAN GINESIO, MACERATA, MARCHE