Città di Castello

Dopo 15 anni di abbandono nasce altro parco commerciale nell’area ex Tiber di viale Morandi

Continua senza sosta la riconversione di capannoni e immobili lungo viale Rodolfo Morandi, asse principale della Zona Industriale Nord di Città di Castello.

L’ultimo tassello è un altro parco commerciale, con quasi 120 stalli di parcheggio, nato dalla bonifica e dalla ristrutturazione del fabbricato della Tiber, adibito in passato ad attività industriali, e della Tesj, situato a metà della lunga direttrice viaria.

Quattro i marchi di prestigio che apriranno in sequenza le proprie attività di vendita: si comincerà mercoledì 18 febbraio alle 9 con Acqua & Sapone, catena specializzata nella cura della bellezza e nell’igiene personale e della casa; si proseguirà a fine marzo con Pepco e poi in aprile con Piazza Italia (entrambi nel settore dell’abbigliamento) e con Satur, che copre il settore dell’oggettistica, arredo tavola e piccoli elettrodomestici.

Un altro angolo che quindi riprende vita, grazie all’impegno delle quattro società della vallata proponenti, proprietarie dell’area: le aziende tifernati ‘Sia Coperture’ e ‘G.R.A. Ambiente’, la ‘Lucos’ di Sansepolcro e la ‘L.G.’ Immobiliare di Città di Castello. L’impegno di queste, combinato con l’interesse dei quattro marchi sopracitati, ha reso possibile un investimento che, nel suo genere, non è nemmeno il primo in viale Morandi da parte delle stesse società, che vi hanno già realizzato un altro parco commerciale.

L’operazione porterà con sé un’importante boccata d’ossigeno per l’occupazione locale, grazie a nuove opportunità di lavoro, ma non mancano certo le riflessioni critiche. Se da un lato la riqualificazione dell’area nord procede spedita, dall’altro si riaccende inevitabilmente il dibattito sul destino del centro storico tifernate: la nascita di questi nuovi poli commerciali “fuori le mura” rischia infatti di alimentare le polemiche per un cuore della città che appare progressivamente spopolato e in sofferenza rispetto al grande polo commerciale della zona industriale.

Nell’immobile di via Morandi in origine, negli anni ’60, vi era la sede della Tiber Confezioni, che contava circa 200 dipendenti. Dopo la chiusura della Tiber, è avvenuto il passaggio dapprima a un’azienda del genovese e poi, a metà anni ’80, alla Ingram, nota camiceria altotiberina della quale una componente del gruppo, la Tesj (Tessitura Specializzata Jersey) si è insediata a distanza di poco tempo. Intorno al 2010, la Tesj ha cessato l’attività e per una quindicina di anni l’opificio è rimasto inutilizzato, fino a quando le quattro società non lo hanno acquistato da Inghirami per procedere con la sua riqualificazione.