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“Donna in…canto”: Artemisia Levita e Maria Tea Varo incantano il pubblico alla mostra ”Donna d’Arte”

Una esibizione emozionante e coinvolgente che celebra la forza e la bellezza della figura femminile

(Perugia) Nella giornata inaugurale della mostra “Donna d’Arte” a Perugia, il pubblico è stato catturato da una performance straordinaria di Artemisia Levita e Maria Tea Varo. Queste due artiste talentuose hanno offerto uno spettacolo che ha saputo toccare le corde più profonde dell’animo, celebrando la forza e la bellezza della figura femminile.


Artemisia Levita, sin da bambina, si è distinta in diverse discipline artistiche, dalla recitazione al canto, dalla danza alla poesia. Formata presso istituzioni di prestigio come il Conservatorio F. Morlacchi e la Royal Academy of Dance, Levita ha alle spalle una carriera ricca di successi, spaziando dal teatro al cinema, dalla televisione alle campagne pubblicitarie.


Accanto a lei, Maria Tea Varo, anch’essa una figura di spicco nel panorama artistico. Varo ha approfondito la sua formazione presso il Cut di Perugia, l’Accademia Silvio D’Amico e l’Università, studiando recitazione, scrittura scenica e arti performative. Tra i suoi maestri, nomi illustri come Ludwick Flaszen, Nicolaj Karpov, Eugenio Barba e Antonio Latella.


Insieme, Levita e Varo hanno offerto al pubblico una performance che ha abbandonato l’idea di un teatro rituale, per abbracciare una forma di espressione più intima e coinvolgente coinvolgente. Le due artiste si sono fuse con le opere esposte nella mostra, interagendo con esse in un flusso di parole e azioni che hanno cercato di cogliere l’essenza della condizione femminile.


Levita, in particolare, si è confrontata con le opere del padre, Ugo Levita, senza artifici, cercando di fuggire dalla finzione per abbracciare una realtà più autentica. Attraverso il suo corpo e la sua voce, ha dato vita a una danza emozionante, in cui si sono intrecciate le voci del passato e del presente, in un dialogo senza tempo.


Lo spettatore è stato reso partecipe di questo viaggio, invitato a relazionarsi con lo spazio e il tempo, in un’esperienza che ha celebrato la Donna in tutte le sue sfaccettature: vittima e imperatrice, artefice del proprio destino. Un repertorio caotico di bellezza, una partitura sbagliata per cambiare il nostro destino.


Quando le ultime note si sono spente, la scena è rimasta vuota, ma il pubblico è rimasto profondamente toccato, consapevole di aver assistito a qualcosa di straordinario: un errore che canta, perché la vita è sempre differente, una Fenice che risorge dalle proprie ceneri. Lo spettacolo ha visto, nella parte conclusiva, il coinvolgimento del pubblico.