Da quest'anno il Comune di Foligno celebra il 9 maggio, giornata della memoria dedicata alle vittime del terrorismo interno e internazionale, nel rispetto della legge n.56 del 2007. La data ricorda la giornata dell'uccisione di Aldo Moro, avvenuta proprio il 9 maggio 1978 dopo il rapimento, la strage degli agenti della sua scorta e la detenzione ad opera dei terroristi delle Brigate Rosse.
“L'uccisione di Aldo Moro fu certamente l'apice di anni terribili in cui ci fu un duro attacco alle istituzioni repubblicane – sottolinea l'assessore Rita Zampolini – e la follia ideologica e le strategie destabilizzanti in quei decenni misero a dura prova lo stato democratico che tuttavia seppe rispondere con fermezza e strumenti democratici, stringendosi intorno ai valori e ai principi della nostra Costituzione. Ricordare quegli anni, raccontarli ed approfondirli con le nuove generazioni e rispolverarne il ricordo nelle generazioni più adulte è necessario affinché quelle efferatezze e quegli attacchi che miravano a minare le fondamenta delle istituzioni repubblicane e che sono costate tanto alla democrazia e a tante persone, non si ripetano mai più. Nel commemorare il 9 maggio rivolgiamo quest'anno, nel trentesimo anniversario della sua uccisione, la vicinanza in particolare ai familiari di una vittima di quegli anni, di origine folignate. Si tratta di Angelo Mancia, un giovane di 27 anni – parente del consigliere comunale, Francesco Maria Mancia – ucciso sotto la sua abitazione a Roma il 12 marzo del 1980. Angelo Mancia era attivista e dirigente del MSI e lavorava al Secolo d'Italia. L'omicidio fu rivendicato da una sedicente organizzazione “Volante Rossa” ma non si è mai saputo chi fossero i suoi assassini. L'uccisione di Angelo Mancia si colloca nella sequenza di omicidi politici che si susseguirono in quell'anno in una spirale crescente di violenza e scontri tra giovani militanti dei gruppi di estrema destra e sinistra. Poche settimane prima dell'omicidio di Angelo Mancia risale l'assassinio di Valerio Verbano, di 19 anni, militante della sinistra extraparlamentare, ucciso in casa di fronte ai genitori. In questo caso nemmeno, nonostante la rivendicazione dei Nar, furono trovati i colpevoli”.
L'assessore Zampolini nell'esprimere “la vicinanza umana e istituzionale ai familiari delle vittime del terrorismo” ribadisce “la più ferma condanna del terrorismo e della violenza politica”.