Categorie: Cronaca Spoleto

DOMANI CONSEGNA CITTADINANZA ITALIANA A MARIA HERNANDEZ TIRADO. FESTA ALLO SPORTELLO INTERCULTURALE DI SPOLETO. NS. INTERVISTA (Foto)

Non sarà il sogno della vita, ma di sicuro quello auspicato negli ultimi anni. Maria Ynmaculada Hernandez Tirado, venezuelana, responsabile dello Sportello Interculturale di Spoleto, domattina riceverà la cittadinanza italiana. L’atto sarà ratificato nel corso di una piccola cerimonia prevista in Comune.

Un momento che rischai di passa sotto silenzio, ed è un peccato perchè è grazie a questa donna, tanto energica e determinata quanto affascinante, che Spoleto può vantare uno degli uffici più efficienti dell’intera regione al servizio degli immigrati.

E’ contenta? “Sono felicissima, non mi sembra ancora vero. Se penso a domani mi batte forte il cuore”, dice Maria. Quando è arrivata in Italia? “Sette anni fa dal Venezuela. Non sapevo cosa fare anche perchè la mia laurea in giurisprudenza qui non era riconosciuta. Ho cominciato a cercare di capire la legislazione italiana, ho incontrato molte persone e ho notato come fosse difficile per un immigrato trovare risposte certe, informazioni corrette. Ho deciso così di mettermi al servizio degli immigrati, di dar loro una mano come gli italiani l’avevano data a me”. E così le è venuto in mente di creare un centro. “Sì, ho contattato l’avvocato Giorgio Pallucco della Caritas che mi ha aiutato moltissimo per realizzare il mio progetto. E' una delle persone a cui va oggi ancor più il mio ringraziamento. Ho studiato molto, l'intera legislazione in materia e poi ho preso contatti con le istituzioni. Ricordo fra gli altri l’incontro con il funzionario del commissariato spoletino, la dottoressa Fuga, è stata una conoscenza importante per la mia crescita professionale”.

Poi? “Ho cominciato a collaborare con l’associazione di volontariato Movimondo e grazie a loro ho avuto i primi contatti con il Comune di Spoleto. Pian, piano ho cominciato a far conoscere il mio lavoro. Hanno cominciato a chiamarmi, specie quando sono uscite le sanatorie”. Quando l’idea di aprire lo Sportello Interculturale: “A marzo prossimo saranno cinque anni che portiamo avanti l’ufficio insieme alla collega albanese Mrika Marku e al collega marocchino Rashid Toluy. Oggi al nostro Sportello si rivolgono molti stranieri. Non solo quelli che risiedono a Spoleto, vengono anche da Foligno, Giano, Castel Ritaldi, qualcuno anche da Perugia”. Le hanno mai denunciato casi di intolleranza? “Sono davvero pochi i casi che mi hanno segnalato in questi anni. Quando si sono rivolti a me lo hanno fatto in confidena, come quando ci si rivolge ad una amica” Quindi non c’è un problema di convivenza con lo ‘straniero’ “Non mi pare, non parlerei comunque nè di intolleranza nè tanto meno di razzismo. Forse c’è un po’ di diffidenza verso l’ “altro” ma ho avuto modo di constatare che dopo un primo contatto, un avvicinamento, anche questa è destinata a scomparire”. E’ vero che riprenderà a studiare? “Sì ad aprile prossimo frequenterò un corso a La Sapienza di 'Migrazione Europea'. Poi, se troverò un po’ di tempo, vedrò di farmi riconoscere la mia laurea” Domani non ci sarà sua figlia, prenderà anche lei la cittadinanza? “Purtroppo è partita qualche giorno fa per il Venezuela quando non sapevamo ancora della cittadinanza. Appena farà rientro credo che faremo istanza per fargliela ottenere, d’altra parte ha già maturato i cinque anni di residenza in Italia”. C’è però una cosa che le dispiace “beh sì, con la cittadinanza italiana non potrò mettere sui documenti il cognome di mia madre, Tirado. In Venezuela usiamo il cognome di entrambi i genitori”.

(Ca. Cer.)